Perché si parla di “Buona Scuola”?

La “Buona Scuola” è il piano che il Governo offre a tutti i cittadini come proposta di Riforma della Scuola, divenuto Legge il 9 luglio 2015.

Ecco alcuni punti su cui si fonda la Riforma che punta al cambiamento della Scuola Italiana:

Dal nodo delle assunzioni, al ruolo del Preside, all’autonomia scolastica, dal potenziamento di alcune materie, alla carta degli insegnanti e alla formazione degli stessi, dalle detrazioni fiscali per le famiglie con figli alla paritaria, agli investimenti di edilizia scolastica, all’innovazione digitale e didattica laboratoriale, il curriculum dello studente, il nuovo Ptof e l’alternanza scuola-lavoro della scuola superiore.

Una delle domande che ci poniamo: E’ veramente una “Buona Scuola” quella delineata dal documento del Governo?

Da un’analisi dei punti sopra citati e di quelli non enunciati, la “Buona Scuola” prevede, o meglio ha previsto, dei cambiamenti radicali che, in modo contraddittorio, ancora a tutt’oggi, non hanno trovato applicazione nella realtà: sta di fatto che se ne parla. C’è molta confusione e, nell’attesa che tutti questi provvedimenti trovino la giusta attuazione, è prematuro dire se la “Buona Scuola” funziona oppure no; solo quando tutti i punti saranno attuati si potranno tirare delle conclusioni, dopo un periodo di “collaudo” delle stesse.

E’ pur vero che il periodo di “collaudo” non dovrà essere notevolmente lungo, poiché é già trascorso del tempo che ha fatto maturare notevoli delusioni da parte di coloro che aspettavano tale Riforma per migliorare la Scuola Italiana.

Francesco Sciattella 4Bcpt

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