Arte e teatro come intermediari tra culture diverse

ROMA – Le cooperative sociali “Casa della Solidarietà” promuovono il progetto “Rifugiamoci nell’arte” a cui hanno partecipato migranti provenienti da ogni parte del mondo con storie ed esperienze da raccontare.

Il fenomeno dell’immigrazione è spesso visto come la maggior causa della crisi che caratterizza l’Italia e come una minaccia costante che può essere sventata solo attraverso la costruzione delle frontiere.

In questo caso la “Casa della Solidarietà” ha dimostrato che attraverso l’arte si possono integrare culture differenti che magari non si incontreranno mai ma che riusciranno a vivere nel rispetto reciproco.

I migranti si sono impegnati nell’organizzazione di mostre e spettacoli teatrali: chi ha dipinto volti o riprodotto miniature in legno, chi ha danzato o chi ha cantato brani natalizi. Hanno coinvolto e fatto divertire rendendosi disponibili nel raccontare la propria esperienza: un ragazzo ha parlato di come sia difficile raggiungere l’Italia e di quanto si metta in pericolo la propria vita nella speranza di trovare qualcosa di migliore al di là della propria terra. Scappando da guerre e regimi dittatoriali cercano in ogni modo di mettere al sicuro se stessi ma ancor prima la loro famiglia.

Un’iniziativa che se riproposta e ampliata su altri territori porterebbe sicuramente a risultati importanti sia per i cittadini italiani che per i cittadini richiedenti asilo.

di Costanza Liconti

 

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