Liceo Virgilio di Roma

La paura per una terra che non smette di tremare

 

A distanza di mesi le cose cambiano ma i ricordi restano.

Le struggenti testimonianze di chi dall’incubo non si è mai risvegliato . Quel brutto sogno che continua a perseguitarli e che ha portato via loro casa, amici e parenti, un posto in cui vivere e delle certezze. Ora non gli rimane più niente se non la speranza. C’è ancora paura nelle parole dei terremotati del centro Italia.

Una ragazza ci racconta di come quella notte è riuscita a sopravvivere grazie al sangue freddo della nonna e il coraggio del cugino che portandola fuori di casa sono riuscita a salvarla. “Erano le 3:36 di mattina. Ero nel mio letto che cercavo di addormentarmi e poi ho sentito un rumore fortissimo,come se fosse esplosa una bomba. Istintivamente mi sono aggrappata a mia nonna e ho cominciato ad urlare. Mi sono alzata, sono corsa giù per le scale, ho saltato gli ultimi due gradini procurandomi dei lividi e, camminanando su dei vetri, ho raggiunto la porta. Ma è grazie a mia nonna e mio cugino che sono riuscita ad uscire.” Dice. Casa sua ora non esiste più, come l’intero paese di Amatrice, che dopo le scose di Ottobre è andato completamente distrutto. Se prima restavano cumoli di macerie, ora resta solo polvere. Un’altra testimonianza ci viene da una coppia di anziani a cui però la casa non è crollata. L’unica nella fazione di Tempori, Ussita, proprio da dove è partito il terremoto a non essere stata trasformata in cumolo di macerie. “La nostra è antisismica” affermano “ ma ci vietano l’acceso perchè le case che la circondano sono crollate e tutto ciò che resta è precario” Ci raccontano la loro esperienza e di come nonostantre fossero sposati da 50 anni lui non abbia visto mai lei correre così velocemente o urlare così forte, tanto da svegliarlo. “Stavamo per perdere tutto, ma per fortuna è andato tutto per il meglio, almeno per noi. Alcuni dei nostri più cari amici hanno perduto la casa, l’orto e magari le bestie. Anche cose più banali, dai vestiti agli oggetti quotidiani” Ora non solo Ussita, ma anche le fazioni vicine si arrangiano nei migliori dei modi. I vigili del fuoco sono ovunque,pronti al soccorso, nelle varie tende puoi trovare sempre qualcuno pronto ad aiutarti che si tratti di chiedere il permesso per andare a visitare la propria abitazione o per una fetta di pane. La situazione è agghicciante e spaventosa, ma allo stesso tempo puoi sentire la solidarietà e il sostegno si parla di ricostruire . “Dobbiamo oggi pianificare il nostro futur0” dice il reciproco sibndaco di Ussita, Marco Rinaldi. Lui per primo ci parla della sua esperienza: “domenica 7.4o di mattina credetemi, per chi era in piazza con me lo sa, l’inferno . Negli occhi la polvere, il mio sguardo, lo confessso, era rivolto verso casa.”

di Valentina Bottoni

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Dalla redazione: