DALL’UNIVERSITA’ ALLE MEDIE: INTERVISTA AL PROF. MASSIMILIANO TORTORA

Il Professor Massimiliano Tortora, padre di una ragazza della nostra classe prima A, è venuto nella nostra aula, durante il mese di ottobre, a parlarci della sua professione: insegnante di letteratura italiana contemporanea all’università. Inizialmente, dopo la laurea, ha lavorato alle scuole medie per due anni, successivamente ha insegnato al liceo; ora lavora all’università di Torino. Il professore ci ha raccontato come l’ambiente universitario sia diverso da quello della nostra scuola media perché non si ha un rapporto diretto con gli studenti, ormai già adulti e con proprie idee…a volte anche differenti da quelle dell’ insegnante, che può confrontarsi anche con i ragazzi e scambiare le proprie opinioni con loro alla fine della lezione o durante l’esame. Agli studenti i professori danno del lei; le lezioni possono essere seguite, nei casi estremi, anche da centinaia di allievi, che spesso sono costretti ad occupare i posti nelle aule fin dalla mattina presto. Il lavoro del docente universitario ha tre fasi differenti: la prima è quella di studio, la seconda è quella di insegnamento vero e proprio, la terza è la fase in cui si scrive. Gli studenti non vengono interrogati di volta in volta, ma solo alla fine del corso, durante un esame che dura un’ora circa. Per completare l’università, gli studenti devono presentare una tesi, a cui si lavora per svariati mesi, e che è praticamente una specie di libro.
Abbiamo avuto la possibilità quindi di porgere alcune domande al professore.
-Quali consigli ci dà per scrivere meglio?
-Vi consiglio di non scrivere in fretta, ma con calma ed è meglio crivere più frasi brevi che un solo periodo complicato e lungo; arricchite il discorso con sinonimi.
-Com’è essere professore universitario?
-La mia carriera da professore universitario è stata ed è ancora bella ed interessante, dal punto di vista culturale e di arricchimento personale.
-Da dove trae l’ispirazione per scrivere i libri?
-Non scrivo romanzi, per cui l’ispirazione per scrivere la traggo da libri di autori contemporanei o articoli o anche da testi di altri professori universitari. Dopo aver scritto il libro, è necessario rileggerlo e pensare se agli altri possa interessare quello che scrivi.Leggere è molto utile per capire quello che devi scrivere e di conseguenza per il linguaggio da utilizzare nel tuo libro.
-Preferisce insegnare all’università o alle medie?
-Non ho una particolare preferenza per l’uno o l’altro insegnamento: ci sono pregi e difetti in entrambi i casi. Il pregio di insegnare alle scuole medie o al liceo è che vedi i tuoi alunni crescere e cambiare in positivo, o a volte purtroppo in negativo, ogni giorno che passa. All’università, puoi decidere gli argomenti da trattare nell’anno scolastico mentre alle medie o al liceo il programma da svolgere è più o meno prestabilito, scelto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, anche se con un margine di autonomia. In entrambe le situazioni però, è importante contenere le proprie emozioni e cercare di capire gli studenti: per esempio, se un alunno fa un intervento buffo, anche se mi sento di cattivo umore, rido con allegria. Ed è anche questo il bello del mio lavoro.
-Le piace il suo lavoro?
-Sì, moltissimo! Mi diverte anche molto!!! Un aspetto che mi piace è spigare ciò che ho studiato agli studenti ma soprattutto quello che mi interessa. Mi piace interagire con loro; il lavoro che svolgo è interessante e c’è anche il confronto con i miei colleghi. Anche se per differenze di orario spesso non ci si vede per mesi, ci si rivede poi ai convegni. All’università inoltre si possono scegliere orari, come spiegare e cosa: questo è sicuramente un altro bell’aspetto.

Abbiamo imparato che lo svolgimento dell’anno all’università quindi è completamente diverso da quello della scuola: gli studenti vengono interrogati solo all’esame finale; le lezioni si svolgono in grandi aule chiamate “magne”, che possono ospitare centinaia di studenti; non si fanno gite. I consigli che ci ha dato il professore sono molto utili: ci ha detto che si scrive meglio se si sa quel che si vuole scrivere e ci possiamo aiutare con una scaletta. Un grande consiglio è quello di leggere molto perché aiuta nello scrivere, sia dal punto di vista grammaticale che della forma: un libro può essere di grande ispirazione ed insegnamento. Per noi alunni è stato importante l’incoraggiamento del professore perché ci ha confessato che neanche lui da ragazzo scriveva molto bene ma pian piano, ha capito che , per essere efficaci,bisogna interessare gli altri. Un altro prezioso suggerimento che ci ha dato è stato quello di consultare il dizionario dei sinonimi, per evitare di ripetere sempre le stesse parole; ci ha anche rivelato poi che tutti gli scrittori si ispirano ad altri scrittori, quindi dobbiamo davvero studiare e leggere molto!

Ringraziamo il professor Tortora per la sua grande disponibilità.

CLASSE PRIMA A

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