Poesia nell’era 2.0: è ancora possibile?

Nel nostro tempo virtuale, caratterizzato dal culto dell’immagine, dalla globalizzazione delle informazioni, è ancora possibile ritagliare un angolo da offrire alla riflessione, al dubbio, al ripensamento, a quelle operazioni concettuali che definiscono la poesia?
La poesia da sempre ha costituito un aiuto per la memoria ed ha offerto agli uomini la possibilità di celebrare gli affanni d’amore, i miasmi del tedio, i luoghi natali, il susseguirsi delle stagioni, i ricordi d’infanzia.
Oggi però, pare che la lirica non sia più in grado di mostrare di guidarlo attraverso gli impervi sentieri di una vita che soccombe al caos.
Il poeta sembra non trovare alcuno spazio nella società moderna e i grandi temi che un tempo venivano affidati ai versi, oggi si consumano nello spazio effimero di un articolo o di un servizio giornalistico e scorrono uno dopo l’altro lasciando dietro di essi solo sbiaditi ricordi.
Se in epoche precedenti alla nostra, quindi, il poeta era una figura istituzionalmente riconosciuta, agli inizi del ‘900 cominciò ad assistere ad un graduale declino del suo ruolo e della sua funzione , e finì per rifugiarsi nella sua torre d’avorio, evitando per quanto fosse possibile un confronto con la realtà. Allora Pascoli cercò il conforto del nido, D’Annunzio mistificò se stesso nelle sue imprese, Guido Guzzano rivalutò il valore delle buone cose di pessimo gusto. L’arte stessa è costretta a farsi spettacolo, a massificarsi, a fondersi con i nuovi media, pur di mantenersi viva e non cadere nel vortice del tempo, che scorre sempre più velocemente, lasciando lo spazio di un istante tra il nuovo e “ l’antiquato”.
Tuttavia questo non è sufficiente per decretare definitivamente la sua morte; la poesia al contrario dimostra di possedere ancora gli strumenti per continuare a testimoniare la condizione umana; è il luogo della ricchezza linguistica, della diversità, è la barriera contro il rischio dell’impoverimento progressivo e dell’omologazione, è un invito alla speranza.
E in un certo qual modo le canzoni possono essere considerate la forma artistica che più si avvicina alla lirica. La poesia quindi non è destinata a vedere la sua fine… finchè il sole risplenderà sulle sciagure umane!

 

Rebecca Fabrizio 4Apt

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