TRUMP E I DECRETI

 

Tredici giorni di presidenza, pochi ma abbastanza per dare fin da subito un segnale forte e scatenare reazioni e forti polemiche. Così Donald Trump, il nuovo presidente effettivo degli Stati Uniti d’America eletto il 12 dicembre 2016 e in carica dal 20 gennaio 2017, ha dato avvio al suo mandato.

Molte delle promesse fatte durante la candidatura sono state già saldate anche se in pochi avrebbero scommesso sui disordini interni avvenuti per conseguenze di decreti da lui firmati. Trump parlava di muro divisorio fra USA e Messico, aumento di posti di lavoro e crescita economica interna. Di certo gli americani avevano capito che l’atteggiamento del futuro “proprietario” della White House sarebbe stato diverso rispetto a Obama. L’attuale presidente ha già firmato 17 ordini esecutivi in 7 giorni, riguardanti: la sanità, l’immigrazione, il petrolio, l’aborto, il commercio e altri generi. Ecco di seguito l’elenco :

1.Obamacare: ovvero ridurre il peso economico dell’Affordable Care, la riforma sanitaria di Barack Obama, che consentiva a persone non assicurate di stipulare una polizza con prestazioni minime coperte.

2. Congelamento dei regolamenti: qualsiasi regolamento firmato dall’ex presidente Obama nelle ultime settimane alla Casa Bianca è congelato.

3. Aborto: impedisce alle organizzazioni internazionali non governative, impegnate nel fornire servizi alle donne che decidono di abortire, di ricevere finanziamenti dal governo degli Stati Uniti.

4. Tpp: esce dall’accordo commerciale transpacifico (Tpp).

5. Congelamento delle assunzioni federali.

6 e 7. Oleodotti in North Dakota: autorizza la costruzione di due oleodotti (Keystone e Dakota Access) nelle terre sacre dei nativi americani in North Dakota; in modo da sostenere l’industria petrolifera che aveva finanziato il progetto e prevede che la realizzazione rappresenterebbe innumerevoli opportunità lavorative.

8. Accelerare l’approvazione dei progetti ambientali prioritari. 

9. Uso dell’acciaio prodotto in America nei gasdotti.

10. Revisione dei regolamenti sulla produzione.

11. Deportazioni e “città santuario”: intensificare l’espulsione di coloro che sono nel paese illegalmente e chi può rappresentare un rischio per la sicurezza pubblica o la sicurezza nazionale”.

Lo stesso ordine esecutivo prevede inoltre l’assunzione di 10mila agenti per l’Immigrazione e il controllo delle frontiere.

12. Il muro al confine con il Messico e con il Canada: in Canada il muro sarà lungo 452 miglia e costerà sui 3.3 miliardi di dollari, a sud invece dovrà essere di 413 miglia e il costo ammonterebbe sugli 11.37 miliardi di dollari. Per un totale di 14,67 miliardi.

13. Riforma del settore militare.

14. Divieto di ingresso per gli immigrati di 7 paesi musulmani: chiude le frontiere a quei paesi e agli individui potenzialmente connessi con il terrorismo: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

15. Combattere l’Isis  Con questo ordine il presidente ha posto le basi per stilare un nuovo piano per la lotta contro lo Stato Islamico entro 30 giorni.

16. Riorganizzare i consigli di sicurezza.

17. Divieto di lobbing per i membri della sua amministrazione.

Oltre ai decreti, Donald J. Trump, ha scelto come giudice della Corte Suprema Neil Gorsuch: conservatore anti-aborto e anti-eutanasia. Le sue decisioni hanno scosso gli States che adesso combattono e manifestano nelle piazze e negli aeroporti in cui la folla accoglie i migranti sottolineando che da sempre sono la forza degli USA con l’hashtag “No Ban No Wall”.

di Alessio Morgantini 

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