CYBERBULLISMO

IL CYBERBULLISMO

Il 7 Febbraio, in Italia, si è celebrata la prima giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che costituisce ben il 34% del fenomeno.

Il cyberbullismo rappresenta un tipo di attacco ripetuto in maniera offensiva, mediante la rete.

Secondo le statistiche, l’11% dei giovani approva gli insulti sui social, il 13% dichiara di aver insultato un personaggio famoso on line.

Dietro fatti tragici o situazioni gravi si registrano spesso casi di cyberbullismo, che è una forma di bullismo molto più insidiosa in quanto, attaccando attraverso il web, è più latente e quindi ancora più difficile da combattere.

Esso si manifesta in diversi modi, a partire dal flaming, con messaggi offensivi, fino ad arrivare addirittura a vere e proprie minacce, comprese quelle di morte.

Infatti, Il cyberbullismo è il termine che indica atti di molestia effettuati tramite mezzi di comunicazione elettronica, con l’uso di internet e dei telefoni cellulari.

Sono atti e comportamenti di crudeltà, che procurano danni emotivi alle persone. E’ un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più fra gli adolescenti ed è ormai allarme. In Italia secondo un indagine nazionale sulla condizione dell’Infanzia e dell’adolescenza, un ragazzo su cinque è vittima del cyberbullismo.

Questi atti si traducono in informazioni false sul proprio conto, trovate su internet in foto o video, dai contenuti minacciosi e offensivi. Solitamente viene preso di mira chi è ritenuto “diverso”, per aspetto estetico, per timidezza, orientamento sessuale o abbigliamento particolare.

Le conseguenze di queste molestie sono talvolta gravi, il più delle volte la vittima tende ad isolarsi, ad essere depressa,e nei casi più gravi può arrivare ad avere idee di suicidio. Spesso i molestatori non si rendono conto di quanto tutto questo possa nuocere l’altra persona.

Questo fenomeno può manifestarsi principalmente in cinque modi: denigrazione, molestie, ricatti, esclusione, stalking, tutti comportamenti che portano la vittima ad isolarsi per la vergogna e l’umiliazione subita. E’ un fenomeno allarmante, che va combattuto, ed è possibile farlo solo educando i ragazzi ad un corretto e pulito utilizzo della “rete”e informando dei pericoli che questa può nascondere.

Molto importanti sono i ruoli della scuola,  della famiglia e delle istituzioni. Nella scuola è importante che il docente spieghi e faccia conoscere lo strumento web agli studenti, in modo da far loro acquisire una maggiore consapevolezza del mondo virtuale.

La famiglia ha il compito delicatissimo di indagare sul web e insegnare ai propri figli come muoversi all’interno di esso. Infatti solo con la conoscenza è possibile arrivare ad un utilizzo pulito della rete.

E’ importante che il ragazzo comprenda che la rete è uno strumento di condivisione e socializzazione, al fine di prevenire comportamenti pericolosi.

La scuola e la famiglia devono educare il ragazzo al dialogo e spiegargli che è importante rivolgersi alle istituzioni, qualora fosse necessario. Solo unendo queste forze, si può combattere e allontanare questa forma di bullismo su rete che provoca terribili danni psicologici e rischia di diventare  il male del secolo.

Le attenzioni che devono prestare i giovani di fronte all’utilizzo degli strumenti tecnologici sono quelle dell’uso della prudenza attraverso l’utilizzo per esempio di un nickname fantasioso per non rivelare a sconosciuti la propria identità, oppure non comunicare con “amici-nemici”.

Gli studenti della redazione Francesco Di Menna e Gianluca Ruzzi 2 LSA A con la Prof.ssa Elba IEZZI e la supervisione  dell’Animatore Digitale

 

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone