Insieme siamo più forti di ogni violenza.

In data 7 febbraio del 2017, per la prima volta in Italia, si è svolta la 14esima edizione del SID (Safer Internet day) presso l’ex caserma “Guido Reni” di Roma. L’affluenza delle scuole italiane, o di piccole rappresentanze, è stata elevata.
Il Safer Internet day è una manifestazione “denuncia” contro il bullismo e quelli che sono i pericoli del web, quali cyberbullismo e sexting. Al giorno d’oggi, infatti, vi è un uso spropositato della rete sia fra i più grandi, che fra adolescenti e bambini. Se da un lato questa innovazione ci regala grandi opportunità, dall’altro può essere causa di numerosi eventi spiacevoli. Durante questa giornata è stata dunque ricordata l’importanza nei metodi di utilizzo di questo “bene”, affinché non si trasformi in un male.
La manifestazione ha visto alcune importanti testimonianze da parte di chi ha regalato un pezzo di sé a tutti i presenti, come Paolo Picchio, padre della giovane vittima di cyberbullismo Caterina Picchio, ma anche delle svariate autorità che si sono alternate sul palco all’interno dell’ex caserma (la senatrice Elena Ferrara, la ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Direttore Centrale della Specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla…), attori televisivi (Pablo Trincia, giornalista del programma “Le Iene”; Domiziana Giovinazzo, interprete del personaggio di Elena Martini nella serie “Un medico in famiglia”…); presenti anche stand di associazioni come Canon, Sky, Facebook, l’agenzia Dire. Quest’ultima ha, inoltre, permesso, tramite il progetto noto come “Youth Panel” di dar voce a un gruppo di studenti “apprendisti giornalisti” presenti a Roma per il corso di formazione.
Sempre all’interno dell’ex caserma, le attività laboratoriali hanno contribuito a sviluppare una riflessione interiore nelle molte scolaresche. Tramite video o piccole messe in scena, Mauro Cristoforetti, membro della cooperativa EDI, ha permesso ai ragazzi di meditare su azioni che compiamo senza neanche ricordare che dall’altro lato dello schermo c’è una persona vera come noi. Dalle riflessioni sono scaturiti messaggi significativi.
Le vittime di bullismo meritano davvero questo trattamento? Cosa li differenzia da noi? Quale motivo le trasforma da ragazzi comuni in “perseguitati”?
Le parole sono graffi che non si rimarginano mai, ricordalo in ogni gesto.

Sara Tarantino

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone