IMUN: un esperienza da vivere

Qualche settimana fa si è svolta a Roma la sesta edizione del concorso giovanile di simulazioni delle conferenze ONU tutto interamente in inglese. Vi hanno preso parte molte scuole importanti non solo da tutta Italia, ma anche da paesi come Francia e Belgio. Durante la prima giornata, tutti i ragazzi insieme alle proprie coordinatrici si sono riuniti per dare inizio al tutto nella suggestiva cornice dell’Opening Ceremony, o meglio detta cerimonia di apertura svolta all’interno del Auditorium della Conciliazione. Per impersonarsi ancora di più nel personaggio di ambasciatori quali erano, i ragazzi si sono dovuti vestire con abiti formali ed erano vietati jeans e sneakers. I tre giorni seguenti i delegates si sono divisi nelle varie commissioni a loro assegnate alcune settimane prima, e entrando nella parte dei diversi stati sono riusciti a creare una “risoluzione” ai vari problemi a loro sottoposti. Venerdì, essendo l’ultimo giorno, ritrovandosi ancora una volta al Auditorium della Conciliazione, vennero votate le varie soluzioni e molti ragazzi ebbero la possibilità di parlare non solo davanti ai loro compagni ma anche davanti al direttore di United Network, Riccardo Messina, alla General Director del IMUN 2017 Irene Dettori e a molti altri personaggi importanti. Nel corso della giornata, inoltre, vennero assegnati i riconoscimenti ai migliori piccoli ambasciatori di quest’anno e il Vivona è onorato di avere tra i suoi studenti, uno dei due best delegates 2017, quali hanno vinto un viaggio di ben sette giorni a New York per assistere e partecipare ad una nuova conferenza, Aramis Sebrecht, un ragazzo italo-belga che quest’anno ha rappresentato l’Argentina nella commissione ECOFIN. La giornata si è chiusa in un esplosione di passione con uno spettacolo di bandiere di mille forme e colori che fluttuavano nell’aria. Ci sono state molte opinioni contrastanti su questa nuova edizione del Italian Model United Nations, perché molti ragazzi affermano che è sempre un onore e una soddisfazione immensa poter partecipare ad un programma del genere, non solo per la cultura e l’educazione alla civilizzazione, ma anche per l’opportunità di conoscere nuove persone e nuovo modo di vivere in una lingua meravigliosa; altri, più che altro veterani di questo progetto, dicono, invece, che rispetto agli anni precedenti l’organizzazione sia peggiorata e in molti casi la qualità degli studenti partecipanti si sia abbassata molto. L’IMUN quindi non è solo un progetto ideato per l’alternanza scuola lavoro ma è anche un viaggio tra emozioni e tradizioni diverse scoprendo passo dopo passo un mondo nuovo! Ora la domanda che tutti si chiedono è: come sarà IMUN 2018? E quali sorprese avrà in serbo per noi?

di Martina Pontecorvi 1J

 

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