La scoperta di 7 esopianeti

Il 22 febbraio la NASA ha tenuto una conferenza su una notizia tra le più importanti nell’ultimo periodo. Sono stati trovati sette esopianeti, con dimensioni paragonabili a quella della terra; Essi si trovano a 39 anni luce distanti da noi. Almeno 3 di questi pianeti, che si trovano a una distanza dal loro sole definita abitabile, molto probabilmente hanno delle buone condizioni per lo sviluppo della vita e acqua in forma liquida sulla loro superficie. La scoperta è stata effettuata da parte di un gruppo di astronomi della università di Liegi in Belgio ed è stata pubblicata sulla rivista Nature.

Questi sette esopianeti, molto vicini tra di loro, ruotano intorno ad una stella, una nana rossa, molto più piccola rispetto al nostro sole, con le dimensioni paragonabili a quelle di Giove, chiamata TRAPPIST-1. Ogni pianeta è stato chiamato con il nome della stella di riferimento ed è stato aggiunta una lettera alla fine; quindi: TRAPPIST-1b, TRAPPIST-1c e così via. In ordine, il ruoto di rivoluzione di ogni esopianeta dura da un giorno e mezzo a circa 13 giorni.

La scoperta degli esopianeti è stata effettuata con una tecnica molto diffusa, che consente di osservare indirettamente nuovi corpi celesti. In parole povere: si osserva una stella e si rilevano i cambiamenti di luminosità che si verificano quando un pianeta le passa davanti coprendola in parte. Basandosi sui cambiamenti della luce, gli astronomi riescono a ricostruire molte informazioni sui pianeti, determinando la loro dimensione, la composizione e la loro distanza dalla stella di riferimento.

Ulteriori studi potranno essere condotti con il nuovo telescopio spaziale “James Webb” che la NASA lancerà nel 2018. Come ha precisato Gillon, astronomo dell’università di Liegi, si potranno valutare con esattezza le proprietà dell’atmosfera dei pianeti e trovare anche dei biomarcatori, ossia delle molecole come quelle dell’acqua, dell’ozono, dell’anidride carbonica e del metano che potranno indicare se c’è la possibilità di vita.

E’ naturalmente ancora prematuro sostenere che ci sia vita su uno dei 7 pianeti, ma la loro scoperta.

di Alessandro Currenti – 3 B Informatico – Istituto V. Arangio Ruiz – Roma

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