UNA PASSEGGIATA NEI VICOLI DI ISERNIA “Vico Adolfi e dintorni”

 

 

Nei vicoletti umbratili ritrovi
con la ricamatrice di merletti
(che modula sul prestigioso ritmo
dei fuscelli l’antica cantilena)
la ferrigne parlata
dell’orgogliosa razza contadina.

Questi versi del famoso poeta Sabino D’Acunto, mi hanno proiettato nel centro storico di Isernia a passeggiare tra i vicoli dove ancora sembra di sentire le voci delle ”pezzegliare” intente a tessere i famosi merletti a tombolo.
Mi sono ritrovata in Vico Adolfi , che termina in una splendida piazzetta, per passare poi in Vico Storto Castello. Qui doveva esserci anticamente proprio un castello, come si deduce da tracce di antiche massicce mura che ora costituiscono un tutt’uno con le case costruite successivamente. L’aggettivo “storto” fa pensare all’andamento curvo delle mura castellane. In questo rione è probabile sia nato anche papa Celestino V. Questo vicolo, come molti altri, termina in una piazzetta omonima, che è particolare per la presenza di una fontanella che sorge al centro della piazza. Questa fontana ha quattro ugelli dai quali esce l’acqua che si va a raccogliere al di sotto di essa.
Continuando la passeggiata nel centro storico, ho percorso altri tortuosi vicoletti del rione Sant’Angelo, fino a giungere a piazza Marconi dove c’è la sede del Municipio e l’antica chiesa di S. Francesco,edificata nel 1222 per espressa volontà del Santo di Assisi che, di ritorno dalla Terra Santa, fece una sosta ad Isernia.
Inoltrandomi nei vicoli, soprattutto verso sera, ho notato degli effetti luminosi che creano un’atmosfera caratteristica, resa ancora più particolare da fiori e piante di ogni varietà, che gli abitanti fanno crescere sui loro balconi.
Nei vicoletti predomina il silenzio, interrotto solo dal lieve rumore dei miei passi, ma
camminando mi sono sentita protetta come se le case, una di fianco all’altra, mi stringessero in un affettuoso abbraccio.

Melone Greta II B

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone