I.S.I.S. Tassinari presenta: uno schermo contro il cyberbullismo

Scopri di più sullo spot “Uno schermo contro il cyberbullismo” realizzato dai ragazzi dell’ISIS Tassinari di Pozzuoli…

In tutto il mondo il cyberbullismo è un fenomeno che di recente si sta sviluppando in maniera esorbitante mietendo non poche vittime. Definito il “bullismo della rete”, è una nuova forma di violenza che colpisce soprattutto, se non del tutto, i più giovani, dipendenti dai social network e da tutto ciò che fa parte del grande mondo qual è Internet, un pianeta ricco di vantaggi, ma anche pieno di problematiche tra cui il bullismo online, ritenuto più devastante di quello tradizionale.

Ma perchè il cyberbullismo è più grave del bullismo comune che può avvenire in qualsiasi aula scolastica?

Il bullismo tradizionale esiste probabilmente dall’alba dei tempi in qualunque ambiente scolastico, lavorativo o sociale seppur in forme diverse, eppure i casi che hanno portato alla morte delle vittime sono stati veramente pochi.

Sicuramente uno dei motivi può essere la mancanza di confini temporali e spaziali: se viene pubblicata una foto “scomoda” su Facebook non si puó dire che ci rimanga in eterno, ma sicuramente abbastanza tempo per recare danni. É semplice segnalare il post così che Facebook possa rimuoverlo, ma se qualcuno avesse salvato l’immagine e la ripostasse sul web? Se qualcuno avesse fatto uno screen e lo ripiazzasse in rete? Diventerebbe più complicato e soprattutto più lento rimuoverla. E mettendo caso che, per esempio, in quella foto sia ritratto un ragazzo visibilmente ubriaco e poco presentabile, ed un’azienda dieci anni dopo raccogliendo informazioni prima di assumerlo si imbatta nella fotografia, quanto potrebbe l’immagine danneggiarlo e mostrarlo una persona poco credibile ed affidabile anche se scattata in un momento di svago che non aveva niente a che fare con la vita professionale?

Dopo che un compagno di classe ci ha fatto uno scherzo in classe e tutti i nostri compagni hanno riso di noi, l’umiliazione che ne deriva si ferma al ritorno a casa nel nostro ambiente sicuro, invece con il cyberbullismo non è possibile trovare un ambiente sicuro perché tra le mura delle nostre camere da letto Internet continua ad esistere e a penetrare invadentemente nelle nostre vite senza mai fermarsi.

Non poteva non mancare la ciliegina sulla torta di tutti i problemi delle ultime generazioni ossia la mancanza di empatia: attraverso uno schermo è difficile immedesimarsi nei panni degli altri e capire cosa stiano provando o quanto le nostre azioni, i nostri click, i nostri likes ed i nostri commenti possano urtare i sentimenti altrui. Nel bullismo classico arriva sempre il momento in cui il bullo capisce di star esagerando, oppure può accadare che un amico che prova empatia nei confronti della vittima intervenga, invece, come ribadito dalla professoressa Tramontano dell’ISIS Tassinari di Pozzuoli referente dello spot “Uno schermo contro il cyberbullismo”, con le dinamiche del bullismo online possono essere gli amici per primi a non provare empatia e non capire che pubblicare, condividere ed interagire diffondendo a macchia d’olio video, fotografie o altri elementi umilianti possano causare profondi dispiaceri che possono portare addirittura al suicidio. E’ per questo che lo spot realizzato dalle classi 1C, 2C, 2F e 4H del nostro istituto è fondato sull’importanza del supporto degli amici che facciano da schermo contro il cyberbullismo e non siano complici dell’enorme freccia di likes, commenti e condivisioni che causano la globalizzazione di un fenomeno di bullismo. E’ possibile visualizzare su Youtube lo spot girato e montato dal professore Borrelli del dipartimento informatico, la cui protagonista, Mariavittoria della classe 2C, interpreta una giovane ragazza vittima di cyberbullismo colpita da un’enorme freccia di commenti negativi in rete contrastati dallo schermo generato dai suoi amici.

Se i giovani la scrivono, i giovani la leggono; se i giovani lo vivono, i giovani lo combattono con i mezzi che la tecnologia mette a loro disposizione!

Daniele Scorza

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