Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria

Docente responsabile Antonia Laganà

OSCAR 2017: RECORD E GAFFE

Giorno 26 febbraio 2017, al Dolby Theatre di Los Angeles, si è tenuta l’89a edizione della cerimonia degli Oscar presentata dal conduttore televisivo e comico Jimmy Kimmel: nella metropoli californiana, numerose stelle del cinema hanno ambito, per tutta la durata della cerimonia, a conquistare la “fatidica” statuetta d’oro.

Anche quest’anno, come di consueto, numerosissime sono state le candidature fra le quali spiccano le 14 ricevute dal musical di Damien Chazelle “La La Land“, che eguaglia, in questo modo, il record finora detenuto da “Titanic” ed “Eva contro Eva” e quella del documentario italiano “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi.

Fra i riconoscimenti assegnati, spiccano quello come Miglior Documentario, assegnato a “O.J.: Made in America“ che, con i suoi 467 minuti, è la pellicola più lunga che abbia mai vinto questa categoria e quello come Miglior Trucco, assegnato agli italiani Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini per il film “Suicide Squad”.

La pellicola protagonista della serata è stata “La La Land“. I premi attribuiti alla commedia, sono:

  • Miglior Regia è andata a Damien Chazelle che, con i suoi 32 anni, è il più giovane ad aver vinto l’Oscar in questa categoria
  • Miglior Attrice: Emma Stone
  • Miglior Fotografia
  • Miglior Scenografia
  • Miglior Colonna sonora
  • Miglior Canzone: City of Stars

Nonostante tutti questi importantissimi riconoscimenti, il musical del giovanissimo regista americano verrà ricordato per la gaffe di cui è stato oggetto: nel momento della consegna del premio come miglior film, esso è stato assegnato, erroneamente, da Warren Beatty, alla commedia; subito dopo, la statuetta è stata ritirata e consegnata al corretto vincitore, la pellicola “Moonlight”.

Questa vittoria, decisamente inaspettata dall’audience, potrebbe farci riflettere per arrivare a una visione più profonda dell’accaduto, ovvero il passaggio di redini dal white al black power MA, purtroppo, non ci si ferma a pensare vedendo, solamente, l’apparenza delle cose.

Andrea Riccio

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