“HO INIZIATO A FARE RAP DA QUANDO HO VISTO CHE IL MONDO E’ FREDDO…”

Intervista ad Alessio Rinaldi (Alex K_z) , un giovane ragazzo che ogni giorno combatte contro il destino che il suo quartiere gli ha riservato. Oltre che della sua storia personale, ci dirà qualcosa in più sul RAP, in modo da far capire, a noi giovani e non, che mondo c’è dietro una canzone.

 

Come mai hai iniziato a fare RAP?

“Sono nato e cresciuto nel quartiere malfamato di Tor Bella Monaca e ho iniziato a fare RAP circa 12 anni fa. La mia famiglia viene dalla classe operaia, da una realtà povera ma che comunque lascia la possibilità di vivere dignitosamente. Questa realtà mi ha portato a credere che il tipo di musica che sentivo, quello di periferia, appartenesse di più a me, così ho fatto del RAP la mia ^religione^. Essendo cresciuto in questo contesto, parlare di amore o fare musica pop, parlare di rose e fiori, come Michele Zarrillo, non mi sembrava il caso. Da piccolo ho subito bullismo, nonnismo, razzismo, violenze di ogni tipo, anche quella domestica, e questa cosa mi ha portato a incattivirmi, a crescere con l’idea di non voler più rivivere certe situazioni; poi questa rabbia l’ho trasformata in energia, quindi in musica!”.


Come si inizia a scrivere un testo RAP e come si passa poi a musicarlo?


“In genere non c’è un modo per scrivere un testo, almeno nel RAP. Per formare lo scheletro di una canzone, ognuno ha il proprio schema personale. Io in genere preferisco iniziare dalla base strumentale, cioè dal beat; lo scelgo e poi ci butto giù le rime, cosa che molti dei rapper italiani noti non capiscono. Ma è proprio questo: il flow, la metrica di una canzone hip-hop sono fatti dalle rime; se si ascolta una canzone di Eminem o di Tupac o di Nas o una di “The game”, si notano rime baciate ma non una quartina! Tutte a perdi fiato perché il RAP e l’Hip-Hop è questo: gli americani lo hanno inventato così. In tutto il mondo lo fanno cosi, eccetto in Italia, dove i testi hanno poche rime e infatti si sente la differenza. Molti credono che queste dissonanze tecniche rispetto agli americani siano dovute allo slang perché la loro lingua aiuta, ma io continuo a credere che non è vero! Il RAP / Hip-Hop, la black o quello che sia: si sillaba, cioè si rima a sillabe. Le poesie normali si rimano, il RAP è una forma di poesia particolare.”


Hai mai provato a collaborare con qualche cantante già noto?


“Non ho mai avuto questa fortuna o, potrei dire, sfortuna. Credo che tra gli artisti famosi italiani di oggi ci siano pochissimi bravi cantanti rapper: gli unici due che si salvano tra ^i famosi^ sono Noyz Narcos e Mondo Marcio. Il RAP è una passione e non per forza si deve abbracciare questo genere; molti cantanti si sono convinti di fare RAP solo per vendere qualche disco in più, visto che ora è di moda. O lo si fa seriamente come Hip-Hop americano, oppure esistono altri  generi musicali, come ad esempio il rock, il blues, il pop, la tecno e altro ancora. Di rapper bravi in Italia ce ne sono pochi, ma di certo nessuno di questi è veramente famoso”.

Fra i cantanti famosi con chi ti piacerebbe collaborare?

“Mi piacerebbe collaborare con molti artisti noti, come Ramazzotti, Venditti, Vasco Rossi, Masini, Ligabue”.



Nella canzone “
Vita mia” si capiscono alcune delle cose un po’ “offuscate”  della tua vita; vorresti magari dirci qualcosa in più sulle “lacrime che berrai“?


” Vita mia quante lacrime e sale berrò, / fino a quando in questo mare io naufragherò?” Tradotta: “fino a quando continuerò a mangiare questo schifo? Fino a quando continuerò ad ingoiare le lacrime che verso (che ormai credo di aver finito)?” Le strade che percorro mi porteranno veramente al traguardo che mi aspetto? Tutto questo ha senso? I miei sforzi un giorno saranno ricompensati? Con la canzone “Vita Mia” mi pongo queste domande”.


Hai mai provato ad incidere un disco con qualche casa discografica?


“Finora nessuna casa discografica ha mai notato le mie canzoni, né mi ha mai fatto proposte contrattuali e in Italia non credo che questo succederà! In questo paese, come ti dicevo prima, questo è un genere di musica da sempre incompreso e soprattutto frainteso. Non vanno avanti gli artisti che hanno talento e che fanno di questa musica una cosa seria, qui se parli di stupidaggini adolescenziali nella maniera più stupida e lineare, nel modo più semplice in assoluto, ^sfondi^: più le canzoni sono stupide più le fanno andare di moda, trasmettendole per radio fino a farle diventare dei tormentoni.”


6) Credi che il Rap sia un bel modo di esprimere la propria rabbia, i propri ideali e anche le proprie gioie?


“Il RAP è un’ arma! Col RAP si possono cambiare molte, moltissime cose; solo che è un’arma che va saputa usare e non credo possa essere usata da tutti. In Italia quest’ arma viene usata da tutti: è un po’ come dare in mano una pistola carica ad un bambino di 10 anni”.

Ho notato che anche tu, come molti di noi studenti del Matteucci, studi informatica e mi chiedevo se secondo te ci possa essere un legame tra il mondo informatico e quello musicale?


“^Purtroppo^ io amo l’informatica ma ho enormi difficoltà economiche a studiarla perché me la devo pagare da solo e questo significa che devo lavorare e studiare insieme; e questo potrebbe diventare un problema. Premetto che ora non sto lavorando e mi sto dedicando allo studio, ma prima o poi dovrò farlo e sarà dura! Tra l’informatica e la musica c’è un legame, perché oramai la musica (sopratutto il RAP / Hip-Hop) si fa col computer. Da quando sono usciti i social network, i video sharing, come ad esempio Youtube, c’è la possibilità di acquisire fama e di condividere le proprie opere in “vetrina” con il mondo intero. Esiste anche qualche “programmino” che può aiutare a piazzare i nostri video tra i primi posti del web, in maniera da essere individuati dalle case discografiche molto più facilmente. E con questo non sto parlando di inutili programmini ^auto-like^ che ti creano finti like e visualizzazioni, le quali non servono a nulla”.


Che consiglio ti senti di dare a noi studenti sul nostro presente e sul nostro futuro?


“ll consiglio che vi posso dare, da studente universitario, è: STUDIATE, STUDIATE E STUDIATE!!!  Questo perché i governi ci vogliono ignoranti così da manipolarci più facilmente. Finché ci sarà ignoranza nel mondo, ci sarà schiavitù e carestia. L’unico modo per sconfiggere un potere forte è quello di combatterlo, ma bisogna farlo con la forza dell’istruzione: senza di questa non si può combattere! Sarebbe come se un esercito volesse combattere senza un arsenale, un soldato senza elmetto, un ninja senza la sua Katana; non puoi combattere un esercito se non hai i mezzi per farlo!”.

 

di Gianmarco De Grassi dell’ITC Matteucci di Roma

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