MEDICINA E MUSICA: UN BINOMIO TERAPEUTICO VINCENTE CHE AIUTA LA PERSONA A “TIRAR FUORI” LE PROPRIE EMOZIONI

di Samuele Ciafrei e Mattia Buglione (ISISS A.GIORDANO Venafro IS)

Lo studio della musica in medicina è un campo sempre più in via di sviluppo che in passato è stato largamente indirizzato all’utilizzo della musica come terapia complementare. La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche. Consiste nell’uso della musica e degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di una persona qualificata, con un utente o un gruppo, in un processo in grado di facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. L’uso della musica a scopi terapeutici è documentato in numerose civiltà, dal mondo antico ad oggi, ed è quindi un mezzo attraverso il quale un paziente si apre e “tira fuori” le proprie emozioni. Dà alla persona malata la possibilità di esprimere e percepire le proprie emozioni, di mostrare o comunicare i propri sentimenti o stati d’animo attraverso il linguaggio non-verbale. Tipico è il caso degli individui affetti da autismo, cioè individui che sono in una condizione patologica, per cui tendono a rinchiudersi in sé stessi rifiutando ogni comunicazione con l’esterno. La musica dunque permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con il malato, favorendo l’inizio di un processo di apertura. Ci sono molte strutture in Italia nel quale è possibile effettuare la musicoterapia, e si è dimostrato un rimedio efficace nella stragrande maggioranza dei disturbi psichici e altre patologie come ritardo mentale, morbo di Parkinson, disturbi alimentari e dell’umore.

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