A. A. A. CERCASI POLITICO IDEALE Da Tucidide a oggi le caratteristiche del buon politico non cambiano: conoscere il passato, per comprendere il presente e progettare il futuro.

Nonostante la nostra giovane età crediamo che sia importante interessarci alla politica perché, se oggi  i giovani hanno la possibilità di studiare  e vivere meglio  rispetto a quelli del passato, ciò è dovuto anche alle generazioni precedenti  che,   attraverso la conquista di diritti   e tutele sociali, hanno migliorato  le condizioni di tutti i cittadini perseguendo come dice l’etimologia stessa del termine politica,  il bene della moltitudine.

Purtroppo però in questi ultimi tempi è proprio la politica ad incuterci una certa inquietudine  spingendoci verso il disinteresse per tutto ciò che non ci riguarda direttamente. La politica infatti non sembra più proteggere i cittadini che, al contrario, la percepiscono come una vera e propria minaccia: non passa giorno che non  si apprenda, da giornali e notiziari TV, di scandali in cui sono coinvolti funzionari dello Stato  a livello nazionale e locale, personaggi, che hanno sfruttato l’incarico politico- istituzionale  conferitogli dai cittadini, tramite il voto, ai soli fini personali tanto che i reati di corruzione, concussione, abuso d’ufficio sono ormai così diffusi da costituire quasi un curriculum professionale.

Ciò accade perché  la gran parte degli uomini politici di oggi  antepone il profitto personale all’interesse e ai bisogni dei cittadini e ed è così avida di potere e di denaro che ha portato il nostro paese sull’orlo di una crisi di Stato senza precedenti  dal Secondo dopoguerra ad oggi: il debito pubblico, che ammonta ormai a 2 miliardi di euro, continua a crescere, le aziende delocalizzano, trasferendo gli stabilimenti all’estero, dove il costo del lavoro è inferiore rispetto all’Italia, determinando così un aumento dei licenziamenti e della disoccupazione soprattutto giovanile.

 A Brescia, per esempio, il sindaco ed il vice sindaco nel 2010  sono stati accusati di  frode e peculato per uso indebito a fini personali di denaro pubblico: spese rimborsate ma non documentate, trasferte non autorizzate,pranzi e cene,rimborsi carburante tutto a spese della collettività.

A questo disastroso quadro economico deve aggiungersi il degrado politico e culturale: i governi sono traballanti, spesso hanno vita breve per cui è impossibile portare a termine un necessario percorso di cambiamento per fare le riforme più urgenti. Se a ciò si aggiunge l’impreparazione e l’opportunismo della classe dirigente il quadro diventa ancora più inquietante. Basti pensare alle vicende del 2006 quando due parlamentari passarono dalla Lega a Forza Italia per 10.000 euro!

Il politico ideale deve innanzitutto anteporre il bene e la sicurezza del popolo ai fini e agli interessi personali, non deve essere ricattabile perché solo così sarà libero di agire e deve avere competenze e capacità non comuni.

La storia del nostro paese per fortuna è costellata da esempi di politici nazionali e locali che si sono adoperati per far prevalere l’interesse e il bene comune nel rispetto delle norme e della legalità pur essendo consapevoli che la lotta per il trionfo della giustizia poteva costare loro l’isolamento politico se non addirittura la vita stessa. Sono questi i casi del sindaco del Comune di Pollica Angelo Vassallo, detto “il sindaco pescatore” che per ben tre mandati, di cui l’ultimo ottenuto con il 100% dei voti ha amministrato la sua città perseguendo unicamente l’interesse pubblico, per questo è stato ucciso dalla camorra che lo considerava d’intralcio al controllo del porto per il traffico di droga. A Giuseppe Lavorato, sindaco di Rosarno, la ‘ndrangheta ha impedito di ricandidarsi a sindaco della propria città perché d’ostacolo a pratiche illegali ormai consolidate soprattutto per quanto riguarda lo sfruttamento della manodopera extracomunitaria nelle attività agricole della zona. In campo nazionale impossibile non ricordare il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, esempio di onestà, tenacia e coerenza. Durante il suo settennato l’Italia ha vissuto momenti difficili e drammatici come il terremoto dell’Irpinia, il periodo delle stragi e degli attentati ad opera di formazioni politiche di estrema destra ed estrema sinistra, ma  gli Italiani  si sono riconosciuti in lui, lo hanno sentito loro alleato,  pronto  a schierarsi senza remore anche contro una classe politica inefficiente  ed inadempiente.  E per questo Pertini è passato alla Storia come il Presidente più amato dagli Italiani. Un altro grande statista è stato l’onorevole Aldo Moro che ha pagato con la vita il tentativo di superare gli interessi di partito per il bene del Paese. Anche   il segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer per il bene della Nazione e per la credibilità della classe dirigente aveva sollevato, più di trent’anni fa la questione morale richiamando l’attenzione sul fenomeno dilagante della corruzione politica.

Nel mondo i nomi di Nelson Mandela, Martin Luther King e di Gandhi sono legati alla lotta per il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo, per l’affermazione della giustizia e dell’uguaglianza. Questi uomini con il loro sacrificio hanno liberato intere popolazioni dall’oppressione e dalla segregazione, divenendo così simboli immortali di ogni lotta non violenta contro la violenza della sopraffazione.

Per questo proprio come ritiene Tucidide, parlando di Pericle, il vero politico non deve fare promesse per lusingare il popolo dal quale otterrà rispetto per la sua autorevolezza senza essere tiranno. Così Pericle era stimato per il proprio prestigio personale, per la sua capacità di guidare gli Ateniesi senza però farsi guidare da loro. Capacità non comuni, cultura, onestà e interesse per il bene della polis sono state per Tucidide la ragione del lungo periodo del governo di Pericle che fece di Atene la più ricca, prestigiosa ed importante città della Grecia.

 Oggi invece è la demagogia lo strumento preferito e più utilizzato dai politici per accaparrarsi il consenso popolare: promesse impossibili da realizzare se non al prezzo di ulteriori sacrifici come per esempio il recente aumento di 80 euro: una somma irrisoria per risolvere i problemi economici della maggioranza delle famiglie italiane ma sicuramente un provvedimento importante per acquistare il consenso dei cittadini.

Noi cittadini dobbiamo avere la forza di non rinunciare a partecipare alla vita politica nonostante gli esempi negativi di deputati, amministratori locali e funzionari dello Stato ci inducano a pensare che non ci sia più posto per i valori morali quali onestà, lealtà senso di responsabilità e che per questo tutti i politici sono corrotti e che nulla ormai si può fare per cambiare questa situazione di degrado politico e morale. Noi giovani abbiamo bisogno invece di credere che nulla è impossibile, che forse qualcuno disposto a sacrificarsi per il bene comune ci sia ancora; spetta a noi dimostrare che i figli possono essere migliori dei propri padri e ciò sarà possibile solo se non ci limiteremo ad essere spettatori del mondo ma ci adopereremo per cambiarlo, cominciando dalle piccole cose della nostra vita quotidiana.

Dunque chi fa della politica una professione ha il dovere morale di essere incorruttibile perché la sua vita sia pubblica che privata costituisce un esempio di onestà, lealtà e fermezza per i cittadini e soprattutto per le nuove generazioni che devono potersi sentire protette e garantite nei diritti riconoscendo lo Stato come un buon padre di famiglia che, come tale, non ha figli e figliastri.

G. Scorcelletti, G. Tacconelli, C. La Torre, F. Mancini, L. Borromeo, E. Carmenini, M. Vitale, F. Rulli, F. Pica, L. Di Paolo, M. D’Urbano, A. Clementini, S. D’orazio, A.P. Di Matteo, O. Di Biase, R. Di Camillo, con la professoressa Di Crescenzo Rina.

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