IC “San Giovanni Bosco”

Docente responsabile Ornella Garreffa

La ludopatia in Molise, un fenomeno che non fa eccezioni


La ludopatia è una vera e propria patologia che riguarda il 3 per cento della popolazione italiana e
che, purtroppo, può essere anche paragonata a una e vera e propria dipendenza, come la droga. I ludopatici possono diventare spesso irascibili se non riescono a giocare, fino ad assumere un atteggiamento aggressivo e violento. Molte volte subentrano sintomi di astinenza come vomito, emicrania, tremori e spasmi in tutto il corpo e , nei casi più estremi, il ludopatico può arrivare anche al suicidio oppure a una forma estrema di isolamento sociale e depressione.

Questo problema, purtroppo, è anche molto diffuso tra i minorenni. Più di 800.000 ragazzini italiani fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo e sono questi i dati diffusi dai pediatri che puntano il dito soprattutto verso quei genitori che fanno finta di non accorgersi che il proprio figlio sta sviluppando una dipendenza. Il 90 per cento dei genitori, infatti, non ha idea di che cosa significhi il termine ludopatia  e in più della metà delle famiglie i computer di casa  non hanno filtri che impediscano ai bambini e ragazzi di accedere ai siti per il gioco online vietati ai minori. Tutti questi dati ci fanno capire che, al contrario di quanto si pensi, la ludopatia è una minaccia concreta soprattutto per i giovanissimi. Anche nelle piccole realtà come il Molise, la ludopatia non fa eccezioni. Il Molise infatti è in vetta alla classifica del gioco d’azzardo italiano, con il 57,5 per cento della popolazione vittima del cosiddetto “vizio del gioco”. La conferma arriva anche dai responsabili dei Sert, dove oltre alle dipendenza da droghe e alcool ora si cura anche il gambling( dipendenza da gioco e scommesse). I gambler molisani sono il 13 per cento della popolazione della regione e questi sono numeri spaventosi se si pensa che il Molise è popolato da poco più di 300.000 persone. La ludopatia però si può ovviamente curare anche se richiede tempi abbastanza lunghi. Esistono gruppi di recupero ed equipe di medici esperti che accompagnano i “malati” nella lotta contro la dipendenza.

Francesca Cioffi III A

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Dalla redazione: