Intervista a Fabio Calabrese, un dipendente della Roma TPL

Abbiamo intervistato Fabio Calabrese, dipendente della Roma TPL per scoprire meglio le condizioni di lavoro dei conducenti degli autobus con i quali abbiamo tanti cittadini della nostra città hanno contatti tutti i giorni.

Pensa che il suo lavoro sia ben retribuito?
No, non penso che il mio lavoro sia ben retribuito perché abbiamo tante responsabilità e non vengono prese seriamente in considerazione.

Fate sempre la stessa tratta?
No ogni giorno facciamo una linea diversa, in base alle esigenze aziendali. Abbiamo turni a rotazione mattina, pomeriggio e sera.
Spesso ci sono scioperi del settore, di solito quali sono le ragioni?
Le ragioni degli scioperi sono per il rinnovo del contratto che scade ogni quattro anni. Ultimamente gli scioperi vengono fatti per mancata erogazione dello stipendio.
Le è mai capitato di dover affrontare situazioni difficili con qualche passeggero?
Si, mi è capitato a volte di aver dovuto affrontare situazioni difficili con passeggeri, per esempio ubriachi ma, grazie alla formazione che abbiamo avuto all’inizio riusciamo a fronteggiare con molta calma eventuali pericoli o situazioni poco tranquille.
Cosa non le piace del suo lavoro?
Non mi piace la mancanza di sicurezza nei bus, non mi piace la mancata gestione del controllo dell’utenza che sale e scende ogni giorno e la monotonia del lavoro.
Le piace questo lavoro o il suo sogno da bambino era un altro?
Mi piace questo lavoro, ma il mio sogno da bambino era di fare il meccanico.

 

di Viola Galletti

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