Liceo Ruiz di Roma

Intervista

 

Siamo con la Dott.ssa Cortellino, psicologa, dal suo studio privato per porle delle domande sull’argomento della professione di psicologo che esercita. Il setting è piacevole, sobrio e mette il paziente a suo agio, perché è in assenza di scrivania e divano ma solo due poltrone confortevoli e un tavolino.


Dott. Cortellino, mi dica chi è lo psicologo e di che cosa si occupa?

In breve lo psicologo è un professionista del benessere della persona. Si occupa di disagio psicologico, al quale rivolgersi quando si ha una sofferenza emotiva, affettiva e mentale. Le sue attività sono numerose, come favorire il cambiamento, la presa di consapevolezza delle risorse individuali o collettive, accompagnare le persone, le coppie, le famiglie e le organizzazioni nelle diverse fasi di sviluppo e di benessere.

Che differenza c’è tra lo psicologo e lo psichiatra?

Lo Psichiatra è un medico, richiede e valuta esami medici, prescrive farmaci e psicofarmaci. Lo Psicologo non è un medico, non prescrive farmaci, ma utilizza dei strumenti di intervento come il colloquio, la somministrazione di test, il sostegno empatico, l’intervista strutturata, i test psicologici. Deve rispettare la dignità della persona e il diritto alla riservatezza per chi chiede delle sue prestazioni.

Si, esistono numerose teorie all’interno della psicologia e della psicoterapia. C’è per esempio quella freudiana, quella junghiana, l’analisi transazionale, la psicologia della Gestalt. Diciamo che le persone sono fatte di tante dimensioni: fisica, emotiva, affettiva, cognitiva, comportamentale, interpersonale, spirituale. Per cui non esiste veramente un approccio migliore, ma è importante che il paziente sia informato sulle diverse tecniche di approccio psicologico, in modo da poter scegliere quella più adatta a lui.

Dott. Cortellino perché si va dallo psicologo?

Si va dallo psicologo quando a un certo punto la persona sente che il suo disagio, la sua sofferenza (ansia, attacco di panico, paura, depressione, disturbi alimentare, lutto, ecc) sta diventando insopportabile e impossibile da gestire. Si va dallo Psicologo quando la vita della persona è compromessa in tutti gli ambiti. Quando i nostri cari, i nostri amici, il medico di base non possono dare più sostegno. Ma si va dallo psicologo anche quando vogliamo cominciare un cammino personale per conoscere meglio se stessi.

Quante probabilità di successo ci sono nel processo terapeutico?

Abbastanza. Certo ci vuole collaborazione tra lo psicologo e il paziente e il successo è sicuramente la relazione che si stabilisce tra tutte due. Chi ha fatto un processo terapeutico e risponde che è stato meglio dopo, è perché si è sentito accolto, ascoltato, capito, rispettato, non giudicato, in cui le sue idee, emozioni e paure avevano dignità di esistere.

Molto bene,ringraziamo la dott.ressa per il suo tempo e per aver risposto alle nostre domande.

Arrivederci.

Diego graneri 3’ B info. Vincenzo Arangio Ruiz RM

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