Liceo Ruiz di Roma

Intervistata una sopravvisuta alla seconda guerra mondiale

 

1.” Cosa ti ricordi dell’inizio della guerra ?”

” Quando ha avuto inizio la seconda guerra mondiale, erano gli anni ’40 ed io avevo solo dodici anni. Nonostante ciò questo avvenimento ha segnato la mia vita e ricordo benissimo quei lontani e tristi giorni. Rimembro che in osteria c’era una piccola radio, dalla quale si sentiva il discorso del duce che avvisava il popolo dell’inizio del conflitto.Noi bambini eravamo felici, perchè ci sembrava una bella cosa ed io corsi a dirlo a mia madre.Quando arrivai a casa diedi la notizia che io consideravo entusiasmante e lei, che stava lavando le stoviglie, non riuscì a trattenere le lacrime e mi disse che me ne sarei resa conto presto di che cosa orrenda invece fosse la guerra.”

2.” Che cambiamento c’è stato nella vita di tutti i giorni ?”

” In famiglia eravamo in nove, di cui quattro fratelli maschi: due maggiorenni e due no. I primi due partirono e così nessuno portava più a casa i soldi. Oltretutto poco tempo dopo partì anche il terzo fratello, perchè aveva compiuto il diciottesimo anno d’età. La vita non era più la stessa e si viveva nella paura.Per mangiare si usavano dei bollini che consentivano di prendere un panino al giorno e talvolta della marmellata.I vestiti che si avevano a disposizione, erano gli stracci di sempre e le scarpe erano degli zoccoli perchè la suola serviva per gli scarponi dei soldati. Poi venne l’armistizio e gli Italiani si allearono con gli Americani.”

3.”Cosa successe dopo l’armistizio ?”

Dopo l’armistizio i miei fratelli scapparono attraverso i campi e tornarono a casa. Fortunatamente nessuno dei trè fu portato nei campi di concentramento Tedeschi e ciò per volere del destino.Il primo, Carlo, era in Grecia e aveva preso la malaria. Giunto a Venezia con tutti gli altri militari per essere portato poi in Germania, si era “aggrappato” ad una crocerossina che ricoverandolo, gli ha permesso di tornare a casa.Il secondo. Emesto, quando è arrivato a casa era tutto nero, perchè si era nascosto in un vagone di carbone.L’ultimo invece, Gildo, è scappato per ben tre volte. Le prime due volte l’hanno ritrovato e portato via, ma la terza volta è riuscito a fuggire da Padova un attimo prima che bombardassero la caserma dov’era. Credendolo morto come tutti gli altri è stato lasciato in pace. Per avere l’esonero militare, Carlo ed Emesto sono stati raggiunti dalla brigata nera, che li ha fatti iscrivere al partito fascista e quindi lavoravano per i fascisti, facendo le cassette per le munizioni. Purtroppo però con l’armistizio iniziarono anche i bombardamenti, sia di giorno che di notte

4.” Quando ebbe fine tutto ciò ?”

” Il 25 Aprile arrivarono gli Americani. Io ero al salumificio e vidi i Tedeschi che mangiavano vicino ai camion. In un attimo, dopo aver parlato con le ricetrasmittenti, presero tutto e scapparono, perchè arrivavano i nostri alleati.I Tedeschi furono presi alla sprovvista e non fecero resistenza al Poe sulle Torricelle.Tutti felici corsero incontro agli Americani che arrivavano con grandi carri armati. Per tre notti rimanemmo chiusi nei rifugi per paura della resistenza. Appendemmo poi delle lenzuola bianche alla finestra per dire che c’era la pace

5. “Ti ricordi degli episodi particolari ?”

” Sì, ne ricordo alcuni.Ad esempio mi tornano sempre alla mente i ragazzini fascisti che avevano solo dodici, tredici anni ed erano tutti vestiti di nero con le divise. Giravano per le strade con i fucili in mano e sparavano con crudeltà a chi faceva, ai loro occhi, qualche cosa che non andava. Poi ricordo quando c’erano i rastrellamenti, nei quali i giovani di famiglia scappavano per non essere presi e portati in Germania, nei campi di concentramento. C’erano dei camion pieni di ragazzi di tutta Italia e una volta uno di questi furgoncini,si fermò nel mio paese. Tutta la popolazione cercava di aiutarli portando loro del cibo e delle coperte. Prima di ripartire, questi giovani piansero e ringraziarono tutti quelli di Marchesino per la loro gentilezza.Io trovai per terra una collanina d’oro con sopra inciso “Dio ti protegga” e così corsi al camioncino per vedere se era di uno di quei poveri militari. Uno di loro si fece strada e riprese l’oggetto che per lui era un ricordo importante della sua ragazza. Mi prese e con le lacrime agli occhi mi ringraziò.Rimasi molto colpita e triste per quell’episodio.Un altro episodio che mi è rimasto impresso è stato quello di una bambina di cinque anni che portava in testa un grosso fiocco rosso. Nessuno doveva portare indumenti rossi (perchè i comunisti erano nemici), e un piccolo fascista, strappò il fiocco con violenza alla piccola e le intimò di non farlo più. L’ultimo episodio invece riguarda gli Americani.Non si poteva mai uscire in massa perchè altrimenti si rischiava di essere mirati.Il 26 Aprile però andarono in molti il mattino, alla chiesa di Ca’ di David per ringraziare Dio dell’arrivo degli alleati. Purtroppo gli Americani, vedendo la folla e credendo che ci fossero i Tedeschi, spararono, facendo anche dei morti.

” Qualcos’altro da precisare ?”

“Un’ultima cosa: la notte, quando c’erano i bombardamenti, non si doveva tenere la luce accesa altrimenti gli aerei Americani, miravano ai lumi che vedevano credendoli basi Tedesche. Oltretutto, nessuno doveva uscire dopo il coprifuoco perchè veniva ucciso. Sono stati anni duri e brutti e spero di tutto cuore che questi tristi ricordi facciano ragionare le persone sulla crudeltà e l’inutilità della guerra.

A cura di Francesco Erhan III B informatico “Vincenzo Arangio Ruiz” Roma

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