SOVRAFFOLLAMENTO DEI PRONTO SOCCORSI

INTERVISTA ALLA DOTTORESSA SONIA SILVESTRINI CAPOSALA PRESSO L’OSPEDALE DI SAN GIOVANNI DI ROMA

 


Cos’è il sovraffollamento?

Il sovraffollamento è la situazione in cui il normale funzionamento del pronto soccorso è impedito dalla sproporzione tra la domanda sanitaria (numero di pazienti in attesa) e le risorse disponibili (fisiche e/o umane). Il problema può essere valutato considerando fattori di ingresso (“input”), fattori interni (“throughput”) e fattori di uscita (“output”). La causa principale del sovraffollamento dei pronto soccorsi è il blocco dell’uscita, cioè l’impossibilità di ricoverare i pazienti nei reparti degli ospedali per indisponibilità di posti letto, dopo il completamento della fase di cura; si tratta pertanto di un problema dei sistemi sanitari che si manifesta nei dipartimenti di emergenza, ma che ha origine all’esterno; anche gli accessi inappropriati contribuiscono all’affollamento dei PS, ma solo in piccola parte.

Quali possono essere i punti fondamentali per affrontare la situazione?

I punti possono essere:

1.Formare dei gruppi di lavoro a disposizione, con obiettivi da raggiungere per le regioni e per le aziende, collegati ad un sistema di incentivazioni/sanzioni.

2. Definire degli standard per i tempi massimi di permanenza negli ospedali, dal momento della prima

valutazione medica: dei pazienti da dimettere e da ricoverare .

3. Tempi complessivi di permanenza in PS, con aggregazioni distinte per i pazienti ricoverati / dimessi

4. Velocizzare il processo, dall’inizio della valutazione alla decisione – dalla decisione del ricovero all’invio effettivo in reparto.

5. Tempi di processo, da utilizzare per il monitoraggio della situazione : numero di pazienti in sala d’attesa (registrati ma non ancora valutati) e numero totale di pazienti.

Cosa porta il sovraffollamento?

Il sovraffollamento dei Pronto Soccorsi porta a molteplici esiti negativi: aumento di mortalità per i pazienti ricoverati in ospedale (sia adulti che pediatrici), aumento di mortalità per i pazienti dimessi, ritardo nell’effettuazione di accertamenti diagnostici e nell’inizio delle terapie necessarie (analgesici, antibiotici, procedure e trattamenti chirurgici), aumento di errori ed eventi avversi.

Com’è stato affrontato il problema in Italia?

Pazienti rimasti all’ospedale in barelle anche per 5-7 giorni, in attesa di un posto letto, soprattutto negli ospedali metropolitani e durante le epidemie influenzali o nel corso delle ondate di calore. Questa situazione comporta, oltre ai danni per la salute e alla mancata risposta ai bisogni dei cittadini, anche una grave inefficienza, a causa dell’aumento dei tempi complessivi di degenza in ospedale e del conseguente incremento dei costi.

Problema delle lunghe liste di attesa. Cosa pensa in merito?

Le liste di attesa rappresentano il sintomo più evidente del mal funzionamento del sistema salute: alla insufficienza delle risorse economiche si aggiungono troppo spesso incapacità gestionali con il risultato che i cittadini meno abbienti, per i quali l’unico riferimento per curarsi rimane il Servizio Pubblico, sono costretti a lunghe attese, a rinviare diagnosi e visite specialistiche, anche in presenza di gravi ed invalidanti patologie, con buona pace di chi  crede nell’utilità della prevenzione.

 

intervista a cura di Stephanie Criscuolo classe III B Informatico Istituto Vincenzo Arangio Ruiz Roma

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone