A SCUOLA DI LEGALITÀ “La mafia uccide, il silenzio pure…”

Alcuni dei problemi che affliggono la società odierna sono il silenzio e la paura dinanzi ad atti ingiuriosi commessi da coloro che si reputano “forti” e “potenti”. Problemi che ci rendono statici di fronte a un mondo in continua evoluzione. Li definiamo problemi, ma dovremmo ritenerli, piuttosto, una vera malattia. Una malattia morale, un morbo della coscienza, che può appartenere ad ognuno di noi, in quanto ciascuno può celare un “mafioso” che deve imparare a gestire: si chiama orgoglio, invidia, voglia di imporsi sugli altri. Si manifesta quando si decide di rimanere in silenzio per paura. Fortunatamente, non sempre a prevalere è l’omertà, perché ci sono state, ci sono e ci saranno persone pronte a sacrificare la propria vita per vincere questa lotta contro la criminalità organizzata.

A portare avanti questa battaglia non sono solo personaggi di spicco, passati alla storia per il loro coraggio, ma anche gente comune che nella sua quotidianità si prodiga affinché il mondo possa diventare un posto migliore. Come citava anche Brecht “la terra non ha bisogno di eroi”, ma solo di persone che considerano normale fare il proprio dovere.

Un esempio è Benedetto Zoccola, un giovane trentacinquenne di Mondragone (in provincia di Caserta), il quale ha deciso di rinunciare alla sua libertà ribellandosi ad un sistema corrotto che troppo spesso viene ignorato.

La vita di Benedetto è diventata protagonista di un libro scritto da Ismaele La Vardera, giornalista che è riuscito a portare su carta il coraggio di quest’uomo. Il libro è stato presentato durante l’evento “A scuola di legalità” promosso dalla Pro-loco di Trivento al fine di offrire ai ragazzi momenti di informazione circa il tema della legalità e di sensibilizzazione alla lotta alla mafia, poiché l’educazione alla convivenza civile si sviluppa proprio con azioni mirate a rinsaldare le coscienze dei giovani.

Le scelte di Benedetto hanno apportato cambiamenti radicali nella sua vita, in quanto questa è stata  messa in pericolo, e lo è tuttora, dalle continue minacce che molto spesso sono sfociate in azioni concrete e che hanno lasciato su di lui segni fisici e psicologici.

La battaglia che Benedetto e molti altri hanno affrontato e affrontano quotidianamente prende forza dalla consapevolezza che i loro ideali  rimarranno nei secoli. Bisogna ispirarsi a tutti coloro che hanno deciso di ribellarsi affinché non veniamo considerati solo come marionette, ma come uomini in grado di pensare e continuare nonostante intorno tutto sia bruciato.

 

“Perché in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba e di un fucile puntato. Gli uomini passano e passa una canzone, ma nessuno potrà fermare mai la convinzione che la giustizia no…non è solo un’illusione!”

(F. Moro, Pensa)

 

Di: Consilvio Linda, De Pasquale Camilla, Fossaceca Chiara, Scarano Raffaella, Vasile Jessica-

IV A- Liceo delle Scienze Applicate-Trivento

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