Immigrati: dall’accoglienza all’integrazione.

Immigrazione, accoglienza, integrazione: tre parole che da sempre hanno segnato l’uomo scoraggiato, l’uomo che non ha più né speranza né fiducia nella sua patria ed è, quindi, costretto a scappare, lasciando i suoi affetti, le sue radici, le sue tradizioni; egli si allontana dalle persone che da sempre ha amato in cerca solo di un posto migliore. Viviamo in un mondo in cui le persone ti giudicano solo per il colore della tua pelle, per la tua terra d’origine, per il tuo culto o per quello in cui credi.<Tornatevene a casa schifosi!> è una frase che viene pronunciata troppo spesso, soprattutto da ragazzi come noi. Ed è assurdo pensare che ragazzi di appena 11-12 anni già nutrono un così grande odio verso gli stranieri, verso persone, che la maggior parte delle volte, vengono in Italia per trovare rifugio da guerre, carestie e malattie. Nella maggior parte dei casi queste persone “viaggiano” illegalmente spendendo tutto quello che hanno, senza sapere né come né dove arriveranno ma, soprattutto, se arriveranno; durante il loro viaggio potrebbero morire di fame o di sete e per questo devono pregare Dio di farli arrivare sani e salvi. In Italia cercano rifugio per loro stessi e per la loro famiglia e noi dovremmo soltanto accoglierli. L’accoglienza implica il fatto di non avere paura di ciò che è diverso da noi solo perché appartiene a una religione e a una cultura diversa dalla nostra; accoglienza equivale a fare in mondo che essi si sentano a casa ma naturalmente dobbiamo saper distinguere tra il buono e il cattivo. I problemi non mancano ma spetta a chi ci governa trovare le giuste politiche per attenuare i molteplici problemi che questi flussi migratori pongono alla collettività. In realtà si dovrebbe affrontare questa questione in modo da poter considerare i migranti non come una minaccia ma come un’opportunità di integrazione sociale nel rispetto di un sistema di valori condivisi. Basterebbe così poco per farli sentire integrati, a volte solo un sorriso.

 “Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti sono della stessa razza e colore, troveremmo qualche altra causa di pregiudizio entro mezzogiorno” GEORGE DAVID AIKEN

Marianna Mastriacovo II B

Maria Molinaro II B

Ettalydy Imane III C

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone