Repubblica Italiana: rapporto tra libertà e lavoro

La libertà non è un fenomeno, non è una cosa, la libertà è il pensiero. Non è possibile dimostrare il concetto di libertà, ma è pur vero che non si può vivere senza questa idea:non si può vivere senza l’opportunità di pensare. La libertà va conquistata con le proprie scelte, giorno dopo giorno. È la capacità di reinventarsi, di prendere in mano la propria vita e riorganizzarla positivamente, rimbalzando sui problemi e cogliendo le opportunità.

18 giugno 1946: il popolo italiano coglie la sua opportunità. L’Italia è finalmente libera tramite il passaggio da Monarchia a Repubblica.

1 gennaio 1948: entra in vigore la Costituzione Italiana.

La Repubblica è genuinamente «democratica», perché delinea un tipo di Stato fondato sul riconoscimento della «pari dignità sociale» di ogni persona. La Costituzione Italiana sancisce i diritti che ogni cittadino possiede affinché vengano tutelate libertà e dignità di ciascuno. In particolare, principio fondamentale, è l’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il lavoro è un diritto che offre dignità, libertà indipendenza all’uomo garantendo l’uguaglianza fra i cittadini. Il rapporto tra Stato democratico e lavoro è strettissimo, può dirsi democratico solo il Paese che offre a tutti i cittadini il lavoro ed è fondamentale che questo avvenga perché il lavoro dà la possibilità di non essere sottoposti a continui riscatti. E’ un diritto da proteggere, determinare e salvaguardare.

L’articolo 1 non è un semplice articolo di “legge”, ma è uno dei 12 principi fondamentali della Costituzione Italiana. Potrebbe sembrare un controsenso il fatto che in Italia sia parecchio elevato il tasso di disoccupazione. Ciò rappresenta un clamoroso fallimento per l’Italia ma in particolare per chi la “guida”; è in primis lo Stato Italiano a non rispettare la Costituzione Italiana. Ma affinché le cose cambino è necessario che tutti, compresi coloro che quotidianamente non devono lottare per un pezzo di pane, combattano uniti per l’uguaglianza e la libertà dell’uomo.

Alessia Bulzomì III B
Liceo Scientifico “R.Piria” Rosarno,RC

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