TUTTI PAZZI PER I COSPLAY!

Ormai, il fenomeno dei Cosplay è conosciuto in tutto il mondo. Nato dall’unione delle parole inglesi “costume” e “play”, questo fenomeno è diventato, in breve tempo, una passione ed anche, per alcuni, un lavoro. Tra costumi fatti in casa, accessori e armi artigianali, i Cosplay sono diventati una delle ‘pazzie’ umane più apprezzate da giovani ed adulti. Per capire meglio in cosa consiste questa nuova moda, abbiamo chiesto ad una giovane cosplayer, Elena, nome d’arte Cassandra, di spiegarci meglio questo nuovo mondo, che ha le fattezze di un carnevale… molto particolare.

Ciao Elena, è un grande piacere fare la tua conoscenza e vorremmo ringraziarti per esserti prestata a rispondere alle nostre domande su una tua grande passione, il Cosplay. Per iniziare, potresti spiegarci meglio cosa vuol dire Cosplay?

Cosplay è l’arte di vestire i panni di un personaggio noto, immedesimandosi, soprattutto, tramite l’uso di un costume, tanto da replicare atteggiamenti, parlata, gestualità del personaggio. Possono essere protagonisti di fumetti, libri, cartoni animati, film e videogames.

Come si è evoluto il fenomeno e la passione per i Cosplay nel mondo?

Il Cosplay è un fenomeno che ha origine in America ed è stato poi definito e diffuso dalla cultura giapponese.

E per noi italiani, come si è evoluto il movimento dei cosplayer?

In Italia, è da più o meno sessant’anni che è scoppiata la passione per i Cosplay e la prima fiera, che ha dato inizio a questa nuova frenesia, si è svolta a Lucca.

Quali sono le fiere in Italia più conosciute?

Le più conosciute sono il Romics a Roma, che è nato nel 2001; il Lucca Comics, che, ha avuto la sua prima edizione nel 1995 a Lucca e che si svolge per tradizione nel centro storico della città. Il Cartoonix di Milano e Comicon di Napoli sono altre due fiere conosciute, ma meno importanti.

Per te, invece, cosa significa Cosplay?

Per me significa divertimento, evasione dalla realtà con la possibilità di dare sfogo alla fantasia, per creare abiti ed accessori che caratterizzano il personaggio. È utilizzare materiali particolari ed imparare nuove tecniche di lavorazione. Significa per me dare vita ai miei personaggi preferiti, interpretarli e avere la soddisfazione di essere riconosciuta da coloro che sono fan come me e condividere una passione comune.

Com’è nata la tua passione?

La mia passione è nata dopo aver letto il primo numero del manga ‘Death Note’. Avevo appena scoperto per caso il mondo dei Cosplay e avevo deciso di partecipare al mio primo Romics. Scelsi quindi di rappresentare la co-protagonista del manga, Misa Amane. Era il mio primo Cosplay ed (foto di Ajagar Photo-PhotoPhobia) avevo solo una settimana per creare un personaggio, sfruttando l’occasione per mostrare il mio impegno e la mia fantasia al pazzo mondo del Romics. E ro euforica, emozionata ed è stato molto gratificante vedere che la gente riconosceva il mio personaggio e lo apprezzava. Dopo le prime foto, poi, ho superato qualsiasi imbarazzo iniziale, aumentando l’autostima e il desiderio di perfezionare la mia nuova arte.

Qual è il personaggio Cosplay a cui sei più affezionata?

Il personaggio Cosplay a cui sono più affezionata è Cassandra, un personaggio da me inventato, che prende ispirazione da un’ambientazione particolare: dall’epoca ottocentesca e le opere di Jules Verne.

Ma Cosplay vuol dire anche realizzazione dell’abito. Come si articola il tuo lavoro di costruzione del personaggio?

Prima faccio uno schizzo, un disegno e decido l’abito da indossare, il colore più adatto, l’effetto che desidero ottenere, gli accessori che possano caratterizzare al meglio il mio Cosplay. Poi acquisto le stoffe ed i materiali che mi servono per gli accessori, anche prodotti plastici, che spesso risultano tanto particolari da essere quasi introvabili. In seguito, prendo le misure e inizio a lavorare sui materiali, mentre mia madre mi aiuta a cucire il vestito.

Come ti senti quando devi partecipare alle fiere e tante persone guardano il tuo costume?

Mi sento sempre emozionata, tanto che davanti all’obiettivo di una macchina fotografica mi tremano gli zigomi e le labbra, ma alla fine le foto vengono sempre bene ed esco dalla fiera molto soddisfatta. Non mi lascio intimidire dai giudizi: in questo mondo c’è chi giudica per gelosia od invida, ma sono, comunque, sempre di più coloro che apprezzano il lavoro fatto con impegno e attenzione al dettaglio.

Cosplay, quindi, è anche business. Cosa ne pensi tu del business che ruota intorno ai Cosplay?

Ovviamente, dietro alla creazione di costumi ed accessori per i Cosplay, c’è un grande commercio, soprattutto in America. Purtroppo, anche in questo mondo, che dovrebbe essere di gioco e di evasione spensierata, accade di dover lottare per non essere raggirati da persone che cercano solo il guadagno. Comunque sia, io sono soddisfatta dei miei lavori e dei risultati che ottengo ogni volta che mi dedico alla creazione di un Cosplay. Nel mio piccolo, sono conosciuta, ho perfino una pagina Facebook e spesso prendo parte a set fotografici, con fotografi che mi chiedono delle collaborazioni. Insomma, in questi ultimi anni, sono riuscita a ritagliare il mio piccolo mondo Cosplay direttamente su misura per me.

(intervista di Irene Colabianchi- Liceo Artistico Ripetta)

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone