Intervista a Gianfranco Di Gregorio, giovane architetto

 

Gianfranco Di Gregorio è architetto da 25 anni, laureato a Roma. Ha fatto la gavetta presso lo Studio Fuksas. È uno dei socio fondatori del: Build_inX Studio.

-Come sei entrato nello Studio Fuksas?

-In quegli anni Fuksas non era ancora l’artchi-star che è oggi, ma era già noto negli ambienti della ricerca architettonica per i suoi progetti molto innovativi. Io volevo entrare nel suo studio perché ero stato colpito dalla sua architettura. In quegli anni (primi anni 90) il computer stava diffondendo anche nei sistemi CAD, io avevo sempre creduto in questo strumento ed avevo approfondito molto le possibili applicazioni laureandomi a Valle Giulia con la prima tesi sperimentale realizzata usando esclusivamente sistemi CAD. Quindi mi presentai con il book della mia tesi per un colloquio presso lo studio Fuksas e fui subito assunto.

-Come hai vissuto l’esperienza presso uno studio così importante?

-Per un giovane architetto era un’esperienza durissima, ma fantastica, trovarsi a lavorare con decine di giovani colleghi provenienti da tutto il mondo. Si lavorava ad un ritmo vertiginoso su progetti internazionali. Sono stati anni fondamentali per la mia formazione professionale, anni che mi hanno permesso di fare importanti esperienze all’estero e di toccare con mano l’incredibile magia di vedere realizzare nella realtà quelli che erano inizialmente solo disegni.

-Come mai hai deciso di terminare il lavoro presso lo studio Fuksas e aprirne uno tuo?

– È stata una scelta difficile legata alla necessità di essere l’Autore dei miei progetti, inoltre si era creata una forte amicizia e sintonia con altri giovani architetti conosciuti nello studio Fuksas, finché un giorno ci siamo sentiti abbastanza grandi da poter affrontare la sfida di fondare un nostro studio da soli, fondando prima il neXt Studio e l’anno successivo il Build_inX Studio. I primi anni sono stati durissimi e con il tempo siamo rimasti soltanto in due dei soci fondatori. Ma il tempo ha premiato i nostri sforzi.

-Che progetti hai per il futuro?

-Negli ultimi due anni stiamo lavorando molto sul tema della progettazione di edifici scolastici, ma non come contenitori dall’aspetto accattivante, piuttosto edifici concepiti come architetture interattive che siano al tempo stesso spazio e strumento didattico, luoghi e spazi di connessione sociale in grado di ospitare funzioni diverse nell’arco di 24 ore.

L’altro aspetto fondamentale su cui si fonda il nostro approccio alla progettazione, non solo le scuole, ma in generale, è legato alla sostenibilità, alla riduzione di consumo del suolo, all’efficienza energetica, alla sicurezza sismica e alla sperimentazione di tecnologie e materiali innovativi. E rinnovabili.

Sofia Di Gregorio 4H, Liceo artistico Via di Ripetta

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