21 Marzo: giornata della memoria delle vittime della mafia. La scuola Andrea d’Isernia è presente all’appuntamento

“ Nessuno può dire non mi interessa o può chiamarsene fuori. La lotta alla mafia è doverosa, è un’esigenza morale e civile, una necessità per tutti”. Sono le parole pronunciate dal Capo dello Stato a Locri, città scelta quest’anno come sede per celebrare la ricorrenza del 21 Marzo, proprio per dare un messaggio di speranza ad un territorio che ancora soffre la presenza della’ndrangheta. Davanti ai familiari delle vittime della mafia, Mattarella, che nel 1980 ha perso il fratello Piersanti, ucciso da Cosa Nostra, ha voluto ricordare la sofferenza di chi ha visto morire i propri cari e coloro che sono diventati bersaglio della violenza perché hanno ostacolato gli interessi criminali della mafia.

Il 21 Marzo, primo giorno di primavera, dal 1996 ogni anno in una città diversa, si celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e viene letto un elenco di circa novecento nomi di innocenti uccisi: alcuni sono nomi conosciuti, altri nomi dicono poco o nulla; per questo motivo è un dovere   civile ricordarli tutti perché ad ognuno di loro dobbiamo rispetto e onore.

La nostra scuola non poteva mancare all’appuntamento nel giorno in cui si risveglia la natura, ma si rinnova anche la primavera della verità e della giustizia sociale.

Noi alunni delle classi seconde e terze, ci siamo recati nel campo di calcio della scuola e abbiamo preso parte ad una toccante manifestazione, riflettendo sul tema della mafia attraverso poesie, testi e  canzoni. Alle 11,15, contemporaneamente a quanto avveniva in tutta Italia, abbiamo letto alcuni tra i novecento nomi delle vittime.

Queste manifestazioni sono importanti per coinvolgere emotivamente le giovani generazioni, in quanto senza una profonda consapevolezza di noi tutti non si può fare lotta all’illegalità, né eliminare la mafia che è “una presenza pervasiva, soffocante, rapace, una presenza che uccide persone, distrugge speranze, semina terrore, ruba il futuro” (cit. Mattarella).

Vittorio Petrecca II B

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