Cosa spinge un uomo a picchiare una donna?

Dopo aver affrontato con i nostri compagni il tema del femminicidio, abbiamo pensato di rendere pubblici i nostri pensieri per spingere tutti coloro che sottovalutano questo argomento ad un’ulteriore riflessione. Il termine femminicidio sta a indicare una qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico, allo scopo di annientarne l’identità fino alla morte. Spesso gli episodi di violenza si verificano poiché la donna è fisicamente più debole rispetto all’uomo, dunque è più facile picchiarla o sottometterla. In realtà esistono molte altre ragioni per cui questo si verifica: l’ossessione che l’uomo ha per la donna, le aggressioni ricevute in passato, o ancora perché egli ha avuto genitori o parenti abituati a questo modo di rapportarsi con le donne. Tra le diverse tipologie di violenze è presente quella psicologica, che mira a sminuire o non valorizzare la donna, facendola sentire debole ed incapace di pensare, di scegliere, come se l’uomo avesse bisogno, in questo modo, di affermare la sua superiorità.

Per violenza fisica, invece, si fa riferimento ad aggressioni che portano all’uso della forza, finalizzata a far spaventare. E’ la violenza quella più diffusa poiché racchiude in sé un lungo percorso storico. Basta tornare indietro di qualche secolo, al Medioevo, quando una donna non poteva litigare con il marito poiché veniva subito condannata all’immersione in acqua con lo sgabello; oppure quando nel Seicento venivano accusate di stregoneria solo perché osavano dire ciò che pensavano o non seguivano le regole imposte dall’uomo.

I casi di violenza molto spesso non vengono denunciati perché la donna ha paura delle minacce, di essere attaccata nuovamente dal partner, di deludere l’uomo perché si ama così tanto che, nonostante tutte le sofferenze da questi provocate, cerca sempre di convincersi che il partner possa migliorare.

Per evitare che le violenze possano riaccadere, l’unica cosa da fare è avere il coraggio di parlare, di farsi sentire, di farsi aiutare e di denunciare. La vita è troppo preziosa per trascorrerla accanto a qualcuno che non ti apprezza, che non si fida di te e che non ti ama, qualcuno che schiaccia la tua personalità. Una donna deve essere libera di pensare, di agire, di vestirsi e di truccarsi come vuole, deve essere libera di uscire con gli amici. L’amore non è possesso. L’amore non è paura, non è mortificazione. L’amore non è egoismo, ma soprattutto l’amore non è violenza.

 

Federica Gaudio- Eleonora Di Cara

Classe   3F

I.C.S. Giotto-Cipolla   Palermo

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