La forza degli ideali sociali…

Le ideologie hanno origini remote, anche se nel corso dei secoli hanno mantenuto le stesse caratteristiche e lo stesso legame con la realtà sociale. La parola “ideologia” sta ad indicare un insieme di idee e di percezioni, di cui ci serviamo per creare una solida base, composta da importanti valori e credenze fisse, sulla quale costruire la nostra esistenza. Il termine in sé può essere associato a vari ambiti, ciascuno dei quali ha avuto un forte impatto sulla storia precedente e successiva alla Guerra dei Sette Anni e alla Rivoluzione Francese. Essa può assumere caratteri giuridici, politici, sociali e religiosi; semanticamente, l’ideologia può essere confusa con la religione, ma esse sono molto differenti. Nel corso del diciassettesimo secolo, agli ideali religiosi, già rivoluzionati e tanto discussi nel corso dell’Umanesimo e del Rinascimento, si va ad opporre il pensiero ideologico, che andrà a costituire un punto di riferimento in ogni ambito della società, basato sulla crescente autorità scientifica e non più sui dogmi delle Sacre Scritture.

Un ruolo fondamentale è svolto dall’ideologia sociale, che costituisce lo strumento migliore di cui dispone l’uomo, contemporaneo e non; un aspetto cruciale nella vita di ognuno di noi, che deve essere utilizzato per rivoluzionare e modificare la realtà in cui ci muoviamo ogni giorno. L’ideologia sociale trova la sua massima espressione all’interno di circostanze sfavorevoli allo sviluppo di una società basata su solidi principi e sulla convivenza pacifica di gruppi sociali di diversa cultura. Infatti, nel corso del Seicento, per la prima volta nella storia, l’uomo si rende conto di quanto gli ideali sociali possano influenzare i vari aspetti della sua vita, anche negativamente; si rende conto dell’importanza di preservare la società in cui vive, difendendola a tutti i costi, mantenendo intatti gli equilibri interni.

Benché le condizioni di vita in questo periodo storico non siano così differenti dal quelle del periodo precedente alla rinascita, ciò che cambia è l’atteggiamento del popolo nei confronti delle autorità. La stragrande maggioranza della popolazione diviene attenta alle sollecitazioni provenienti dai vertici del potere, e combatte contro le crisi economiche con i principi alla base della propria ideologia; un’ideologia forte, basata sulla nuova convinzione che, con il sostegno reciproco e la pressione sull’autorità dispotica, si possano raggiungere importanti traguardi.

La struttura piramidale che aveva fino ad allora caratterizzato il mondo, viene modificata dalla crescente borghesia e dalla spinta delle fasce popolari; entrambe contribuirono al lento ma inesorabile declino dell’aristocrazia di un tempo.

All’ideologia del popolo cercano di opporsi coloro che gestiscono il potere: monarchi e aristocratici, sempre devoti all’ideale conservativo basato sulla gerarchia dei ruoli, che fino ad allora aveva mantenuto saldo il loro dominio. Tuttavia, essi non possono che assecondare il mutamento in atto nella fascia medio-bassa della popolazione, e sono costretti ad emettere decreti e sanzioni in favore del popolo, tentando nel contempo di salvaguardare i propri interessi.

Al giorno d’oggi il termine “ideologia” ha assunto un’importanza ancora maggiore; se oggi la nostra società ci appare differente rispetto all’epoca medievale, per quanto riguarda il pensiero, lo sviluppo verso il futuro e la considerazione delle nostre esistenze, dobbiamo tutto ai pensatori illuministi che, sviluppando un nuovo modo di relazionarsi con la realtà, hanno posto le basi del mondo odierno. Molti aspetti della realtà contemporanea ci appaiono ancora legati alla realtà post-medievale: la politica dimostra spesso di essere sorda alle esigenze del “popolo”, la religione continua a creare dispute, anche molto violente, che nascondono come in passato interessi di tipo economico, ci sono culture che demonizzano il progresso e il cambiamento, culture immutate che fanno ancora riferimento ai secoli passati.

Oggi più che mai, si dovrebbe ricercare quell’ideologia sociale che permise un riequilibrio dell’organizzazione della società seicentesca, percorrendo una via pacifica, una via fondata sulla fiducia e la solidarietà, ritrovando la forza del bene comune e la volontà di opporsi ai poteri forti.

Francesco D’Andreagiovanni  IV C Liceo Scienze Applicate

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