Il mio incontro con l’opera

                                                      Disegno di Veronica Castiello

Da qualche settimana io e la mia classe abbiamo avuto l’opportunità di vedere e approfondire l’opera “Traviata”, scritta da Giuseppe Verdi.

Quello che per noi era solo un insieme di persone che urlano si è rivelato, in realtà, un vero e proprio film dell’epoca.

È scaturito tutto dalla proposta della scuola di andare ad assistere alla messa in scena della “Traviata” al teatro San Carlo di Napoli. Per questo motivo la nostra professoressa di musica, insieme a quella di approfondimento, ha deciso di farci leggere il libro “La signora delle camelie” di Alexandre Dumas, dal quale il librettista Francesco Maria Piave ha tratto il libretto per l’Opera.

La lettura di questo romanzo mi ha affascinato molto e la storia, inizialmente banale, si è fatta sempre più complessa e accattivante. Mi ha fatto capire che l’amore esiste per tutti e non tutte le cortigiane sono uguali. Possono esserci alcune eccezioni, una delle quali è certamente la protagonista, capace di lasciare tutti i suoi agi ed il suo “mondo” per stare con Armand, il suo unico vero amore.

Dopo la lettura abbiamo visto su You Tube l’Opera sottotitolata, per comprenderla e per essere preparati alla visione in teatro durante la quale, certamente, non ci saranno sottotitoli che ci faciliteranno la comprensione delle parole.

Ho notato molte differenze tra l’Opera e il romanzo. Il romanzo ha la possibilità di soffermarsi nelle descrizioni, nei particolari e anche nei dialoghi. L’Opera, al contrario, deve essere sintetica e comprensibile, deve avere un ritmo incalzante e scorrevole oltre a cogliere i momenti più importanti e significativi.

Ad esempio, il romanzo inizia con l’acquisto, da parte dell’autore, del libro “Manon”, regalato a Marguerite da Armand, suo amante. Subito dopo c’è l’incontro tra Dumas e quest’ultimo che, con tristezza e nostalgia, inizia a raccontare la sua storia d’amore con questa cortigiana. L’Opera, invece, inizia con la storia vissuta in prima persona e con l’incontro tra i due protagonisti.

Un’altra differenza è quella dei nomi attribuiti ai protagonisti che, nella Traviata, sono Alfredo e Violetta. Anche nel finale c’è una differenza sostanziale: nel romanzo Marguerite muore sola, senza poter riabbracciare Armand; nell’Opera Alfredo, messo al corrente dal padre della malattia di Violetta, riesce a recarsi da lei, a chiederle perdono e a ribadirle il suo amore. Tutto si rivela inutile perché Violetta spira tra le sue braccia.

Dopo aver letto e visto questa bellissima storia ho modificato le mie opinioni sull’Opera e sul suo linguaggio specifico. Se, inizialmente, credevo che le opere fossero scontate e noiose, ora credo che siano veri e propri film d’epoca, capaci anche di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Veronica Castiello, Scuola Secondaria di primo grado, classe IIID

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