ISISS Giordano di Venafro (IS)

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Ramses II, nuova scoperta archeologica

di Alex Arcaro (ISISS A. Giordano, Venafro)

Ritrovata statua della XIX dinastia associata al faraone Ramses II nella zona residenziale al Matariyya (la leggendaria Heliopolis ) presso Il Cairo dove nei dintorni troviamo un tempio dedicato al faraone. Il  professor Ayman al-Ashmawy ci descrive la scoperta come una statua alta 8 metri, spezzata in grandi blocchi, formata da quarzite. La statua è stata trovata il 9 marzo in una pozza del fango nella zona di Heliopolis, abbandonata nell’epoca del dominio romano e saccheggiata durante tutto il medioevo egiziano. La spedizione  inizia nel 2012 tra archeologi tedeschi e  egiziani guidati dal Prof. Dietrich Raue e il già citato Prof. Ayman al-Ashmawy. Si attende l’attribuzione che se sarà confermata i frammenti rinvenuti del colosso faraonico (busto, parti del volto e della corona) saranno esposti all’ingresso del Grand Egyptian Museum, che dovrebbe aprire a Giza nel 2018. Secondo il Prof. Dietrich Raue in fondo alla fossa si torvano anche i restanti pezzi della statua ma non sarà possibile recuperarli perché troppo vicini alle fondamenta degli edifici circostanti

 

 

  Ramses II è anche conosciuto come Ozymandias (tramite la trasliterazione in greco del nome del suo regno) ,fu il terzo faraone della diciannovesima dinastia e regnò per ben 66 anni, dal 1279 al 1213 a.C.. Espanse i confini del regno fino all’attuale Siria a est, e fino alla Nubia (l’attuale Sudan) a sud, e fece costruire a Eliopoli un tempio del Sole più grande persino di quello di Luxor, a Karnak, che fu poi distrutto in epoca greco-romana. È spesso ricordato come il più grande, potente e celebrato faraone dell’impero egizio, anche grazie alla lunghezza del suo regno, durata paragonata dall’archeologo scozzese Kenneth Kitchen alla reggenza della regina Vittoria in Regno Unito.

 

Si attende l’attribuzione che se sarà confermata i frammenti rinvenuti del colosso faraonico (busto, parti del volto e della corona) saranno esposti all’ingresso del Grand Egyptian Museum, che dovrebbe aprire a Giza nel 2018. Secondo il Prof. Dietrich Raue in fondo alla fossa si torvano anche i restanti pezzi della statua ma non sarà possibile recuperarli perché troppo vicini alle fondamenta degli edifici circostanti.

 

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