Stop al Bullismo

Bulli Stop!”: questo è il motto del Centro nazionale contro il bullismo, che, proseguendo nelle scuole di Roma il tour “Uniti facciamo la Differenza”, il ventisette marzo si è recato presso il Liceo Democrito. Gli studenti e i loro professori hanno incontrato la professoressa Giovanna Pini, pedagogista e presidente del Centro nazionale contro il bullismo, la dottoressa Teresa Manes e un ragazzo vittima diretta di bullismo, venuto per raccontare ai suoi coetanei la sua esperienza. Prima che il comizio iniziasse, sono stati distribuiti a tutti gli alunni degli adesivi, con su stampato il motto del Centro nazionale contro il bullismo. L’incontro, che si è tenuto nell’ auditorium, è stato aperto dalle forti e dure parole della professoressa Pini, la quale, raccontando diverse storie drammatiche di vittime di bullismo ed utilizzando un linguaggio molto familiare agli studenti, ha introdotto il tema del bullismo ai ragazzi. La professoressa, inoltre, ha invitato gli alunni a farsi avanti, domandando loro se mai avessero subito atti di bullismo o se si fossero atteggiati da prepotenti; nessuno, tuttavia, ha voluto raccontare di essere stato vittima di prepotenze o violenze, in quanto, citando la professoressa Pini: “essere vittima non fa figo”.

In seguito è intervenuta la dottoressa Manes, la quale, con comprensibile commozione, ha raccontato la storia di suo figlio Andrea, diventata famosa come la storia del “ragazzo dai pantaloni rosa”, il quale a soli quindici anni, non potendone più di essere preso in giro e continuamente additato, dopo essere venuto a conoscenza della pagina Facebook che lo derideva, si è tolto la vita.

Successivamente è intervenuto un ragazzo coetaneo degli studenti che in breve ha raccontato la sua esperienza sia come vittima che come bullo, cercando di invitare i ragazzi ad essere responsabili verso gli altri non rimanendo impassibili davanti ad atti di bullismo; infine ha concluso esortando tutti gli studenti ad aderire alle attività del Centro nazionale.

Il dibattito, che mirava a sensibilizzare i ragazzi sulla tematica del bullismo, grazie alle parole e ai racconti della professoressa Pini e alla preziosa testimonianza della dottoressa Manes, è sicuramente riuscito nel suo intento.

 

di Emanuele Felice II D

 

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