Vita da ballerina: tra sogno e realtà

ROMA- Oggi, in data 9 Aprile, si è tenuto il Gran Prix Dance Festival, un’importante competizione svoltasi ad Ariccia che ha accolto numerosi ballerini e ballerine di tutte le età e, tra questi, una di loro ci ha concesso un’intervista.

Stiamo parlando di M. A., classe 1999, ballerina classica, moderna e contemporanea. Ha iniziato la propria carriera alla tenera età di 4 anni presso una piccola scuola di Roma. Dopo aver abbandonato la danza per un breve periodo, a 7 anni riprende gli studi con costanza e tanta passione. Ha partecipato a stage e workshop con professionisti come Michele Villanova, Mauro Astolfi, Andrè De La Roche, Francesco Mariottini, Rocco Greco, Alessandra Celentano, Amilcar, Tamara Tagliaferri e Mia Molinari e preso parte a numerosi concorsi e audizioni.

Quando hai compreso che la danza sarebbe stata la tua passione?

Sicuramente quando, dopo le mie innumerevoli obiezioni, mia madre mi ha convinto a ricominciare danza all’età di 7 anni. Più gli anni passavano e più mi innamoravo di questo sport. Mi incantavo spesso a guardare le ragazze dei corsi più avanzati ballare e mi domandavo quando sarei diventata brava come loro.”

Com’è la tua giornata tipo?

Beh, ovviamente, avendo solo 17 anni, vado ancora a scuola. La mattina la sveglia suona molto presto e, dopo 6 ore di continue lezioni, devo affrettarmi a tornare a casa. Il pranzo è sbrigativo e molto leggero in vista delle numerose ore di danza pomeridiane. Trascorro circa 2-3 ore in palestra ogni giorno e sì, anche il sabato e la domenica. Per non parlare della preparazione per un concorso o un saggio, in quei casi sono arrivata a fare anche 30 ore di lezione settimanali” ci dice sorridendo.

Dei ritmi davvero notevoli! Ma dicci, c’è una coreografia alla quale sei particolarmente legata?

Indubbiamente il mio primo assolo. Inizialmente ero terrorizzata al pensiero di ballare da sola davanti a una giuria e, nonostante non abbia vinto, non cambierei per nulla al mondo le mille emozioni che ho provato quel giorno.”

Ci stanno dicendo che devi iniziare a prepararti per la tua ultima coreografia di oggi. Un’ultima domanda e ti lasciamo andare: a seguito di tutte le tue esperienze, che consiglio ti sentiresti di dare alle giovani ballerine ancora in erba?

Da piccola ero più in carne delle altre ballerine e questo mi faceva sentire inferiore. Nonostante le continue critiche da parte dei miei compagni di scuola e di molte persone a me vicine, ho continuato a ballare. A 17 anni sono ancora qui, ho perso molto peso e continuo a fare ciò che amo da sempre. Per questo mi sento di dire che non importa ciò che pensano gli altri, l’unica cosa che conta davvero è l’amore che provi per tutte le gioie, i dolori e soprattutto i sacrifici che quest’arte sa donare. Se ami la danza, lascia che la danza ti ami.”

Parole decisamente molto poetiche e incoraggianti. Ora ti lasciamo alla tua competizione, grazie mille per averci concesso quest’intervista e in bocca la lupo!

Grazie a voi e.. viva il lupo!”

 

 

Annalisa Maurizi, Liceo Democrito

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