ALLA SCOPERTA DI ERCOLE: VISITA AL MUSEO NAZIONALE VILLA FRIGERJ di Chieti

 

Il Museo Archeologico nazionale Villa Frigerj ha sede all’interno di un raffinato edificio fatto erigere in stile neoclassico dal barone Ferrante Frigerj, uomo di profonda cultura e collezionista d’arte. Nel 1830 questa dimora storica, oggi al centro della magnifica Villa Comunale, domina un’area ai margini della città, su un’altura alla fine di un ampio viale alberato. Ispirandosi alla Villa Floridiana di Napoli, l’architetto Enrico Riccio progettò un edificio a pianta quadrata su tre piani ornato da elementi di gusto classico. Nel 1861, dopo la morte del barone Frigerj, la villa risultava priva di una parte del tetto e di decorazioni interne.

Impossibilitati a completarla per mancanza di risorse, gli eredi diedero corso a un’asta pubblica. Fu così venduta, per 10.000 ducati, al Comune di Chieti, che vi insediò dapprima la scuola Agraria, poi l’Istituto Tecnico “Galiani”, acquistando anche i giardini circostanti. Fu arricchito nel corso del tempo da splendide decorazioni e suggestive fontane.

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio ospitò il comando tedesco in città; nel dopoguerra, costituito il nuovo istituto tecnico, fu ceduto allo Stato Italiano e sottoposto ai primi interventi di ristrutturazione. Nel 1959, grazie all’attività illuminata dall’allora soprintendente Valerio Cianfarani, veniva inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica, il primo Museo Archeologico statale d’Abruzzo. Negli anni l’esposizione permanente è stata rinnovata e arricchita da nuove acquisizioni provenienti dagli scavi in tutto il territorio nazionale. L’aspetto attuale si deve a opere di consolidamento e di restauro, che però non rinuncia a tracciare un ponte verso la contemporaneità mediante l’allestimento della nuova sala permanente del guerriero di Capestrano, che è stata realizzata nel 2011 da Mimmo Paladino, artista di fama internazionale.

Il giorno venerdì 7 Aprile 2017 la classe IC Chimica dell’Istituto di Istruzione Superiore  ”Luigi Di Savoia” si è recata al Museo Archeologico Nazionale Villa Frigerj. Per prima cosa la classe ha visto il Guerriero Di Capestrano, un’alta e possente statua di pietra calcarea proveniente dalla Majella, trovata ai piedi di essa da un contadino, ridotta in pezzi e ristrutturata nel Museo Nazionale di Roma.

Nel salone si erge la statua colossale di Heracles Epitrapezios, in marmo greco rinvenuta ad Alba Fucens. Ercole era venerato nell’area sannitica, il suo culto era diffusissimo in Grecia e nell’Italia meridionale. L’eroe era protettore dei commerci e della transumanza. Era considerato portatore di civiltà ed era colui, che imbrigliava le acque sacre. Infatti, nella mano sinistra regge una ciotola, che doveva contenere il sale, che all’epoca era addirittura merca di scambio, da cui viene appunto il termine salario(salarium). Dovunque sono visibili gli Ercolini, ex voto ritrovati nelle necropoli abruzzesi, in posizione di riposo o in attacco. Meravigliosa è la statua presente nel secondo piano, il bronzetto di Ercole a riposo, ritrovato nel santuario di Ercole Curino a Sulmona sulle pendici del Monte Morrone. Questa opera è stata attribuita a Lisippo,il famoso scultore greco. Proprio per il suo valore inestimabile la statuetta è stata esposta recentemente nei musei di New York, Washington e Los Angeles.

Questo visita è stata molto interessante, perché abbiamo capito che la storia si basa su fonti dirette, ritrovate a volte per caso, ma che testimoniano un passato del nostro Abruzzo, abitato da popoli diversi, ognuno con una propria civiltà, con usi e costumi diversi.

La classe è stata accompagnata dalle professoresse Angela Rossi e Norella Epifani per approfondire il corso di storia antica.

Per la Redazione:

Simonetta Caldarelli-Arianna Di Fabio-Anthony D’Angelo- classe 1 CH C

IIS “L.di Savoia” Chieti

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