ISISS Giordano di Venafro (IS)

Docente responsabile: Marco Fusco; Referente: Professoressa Bianca Buondonno; Direttore Responsabile: Silvio Valentino; Direttori Editoriali: Antonietta D'Appollonio, Federico Colozza; Capo Redattore: Alex Arcaro; Vice Direttore: Luca Scardino; Vice Capo Redattore: Rocco Di Mambro; Grafici: Teresa Marino, Antonella Papa, Martina Bucci; Responsabile Fotografo: Gianmaria Parisi; Responsabile Video: Attilio Del Corpo; Ricerca Web: Carmen Cimino, Francesca Cambio; Giornalisti: Fabrizio Baccaro, Marco Borrelli, Giuseppe Ferri, Cristiano Minicucci, Giancarlo Iadicola, Aldo Mascio, Gianmarco Ottaviano, Mario Rascato, Marialaura Esposito.

Testimoni di Geova banditi dalla Corte Suprema russa

di Aldo Mascio (ISISS A. Giordano Venafro IS)

Jaroslav Sivulskij, 48 anni, che non ha mai tenuto un’arma in mano, da ieri è considerato “un estremista” alla pari di un membro di Al Qaeda e/o dello Stato Islamico, o di altri gruppi terroristici, soltanto per essersi professato testimone di Geova.

La Corte Suprema russa, accogliendo una richiesta del Ministero della Giustizia, ha vietato tutte le attività del movimento religioso nel Paese e ne ha confiscato tutti i beni. Questa decisione ha portato a una punizione molto gravosa sul piano economico: infatti Jaroslav e altri 175 mila fedeli russi rischieranno multe tra 300 mila e 600 mila rubli (circa 5 mila-10 mila euro) e il carcere da sei a dieci anni se si ritroveranno a pregare.

Già nel 2007 il viceprocuratore generale aveva lanciato controlli a tappeto sulle opere dei testimoni di Geova. L’anno prima, tra le attività estremiste vietate per legge, era stato incluso “l’incitamento alla discordia religiosa”. Da allora otto congregazioni locali e 95 pubblicazioni riguardanti liste di gruppi erano state dichiarate “estremiste” e perciò messe al bando.

E’ giusto che il fedele venga paragonato ad un estremista politico e giudicato terrorista? E’ possibile che ancora oggi la confessione religiosa non solo divida il mondo ma serva ancora a fare “cassa”? Altre ancora potrebbero essere le domande!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone