13 motivi per cui dovresti guardare questa serie tv

Ultimamente avrete sentito parlare della misteriosa Hannah Baker, la protagonista della nuova serie tv Netflix “Tredici” (“Th1rteen R3asons Why”) distribuita il 31 marzo 2017 e tratta dall’omonimo romanzo di Jay Asher, ma forse alcuni di voi non conoscono la sua storia. Ecco perché di seguito non la racconterò, bensì stilerò una lista di 13 motivi per cui dovreste scoprirla.

1. Di sicuro il primo motivo che suscita interesse è la TRAMA: Come già detto la protagonista è Hannah, un’adolescente suicida, che prima di togliersi la vita registra delle cassette nelle quali spiega le tredici ragioni della sua tragica scelta. Queste, per sua volontà, dovranno essere ascoltate e diffuse dai responsabili della sua morte citati nelle registrazioni.

 

2. Una delle parole chiave per descrivere questa serie è INNOVAZIONE: se vi aspettate una storia fatta di drammi adolescenziali e classiche relazioni amorose nate dietro i banchi di scuola state guardando la serie sbagliata. “Tredici” va oltre, non è fatta per chi ha voglia di sognare.

 

3. Quindi è del tutto REALISTICA: senza rispettare i canoni delle solite storie da sogno americane, supera il velo delle apparenze e ci presenta la realtà in modo spietato, duro e stravolgente.

 

4. LE TEMATICHE che affronta sono scottanti e molto attuali e spesso capita erroneamente di ignorarle. I temi trattati sono bullismo e cyberbullismo, depressione, slut shaming, violenza sessuale, stalking e suicidio e si manifestano attraverso scene crude e dirette in modo da stimolare la riflessione.

 

5. Inoltre è COINVOLGENTE: una volta iniziata, non sarete in grado di decidere se continuare o meno perché la curiosità prenderà il sopravvento.

 

6. E’ adatta ad un TARGET vario: a differenza di altri teen drama, focalizza l’attenzione anche sul punto di vista dei genitori che spesso viene omesso proprio perché si è volti ad attirare l’attenzione degli adolescenti.

 

7. MULTICULTURALITA’: è facile notare che i vari personaggi di questo thriller psicologico appartengono a diverse etnie (asiatici, afro-americani…) ma non è questo che li contraddistingue, bensì la loro personalità.

 

8. Al punto precedente si lega il tema dell’OMOSESSUALITA’, anch’essa non è stereotipata come al solito, dunque non è possibile dedurre che un ragazzo sia gay dal suo atteggiamento o il modo di vestire, né tantomeno che una ragazza sia lesbica dal taglio di capelli ecc.

 

9. L’AMICIZIA è rappresentata nel suo vero aspetto, ossia lontana dall’essere perfetta ma piuttosto incostante, problematica e travagliata.

 

10. I PERSONAGGI rispecchiano la realtà in quanto non rivestono un ruolo preciso, dunque non esistono “buoni” o “cattivi” ma si presentano tutti come soggetti complessi in continua evoluzione.

 

11. HANNAH BAKER mostra tratti innovativi, è anticonformista, arguta e si rivela essere totalmente diversa da come le persone la ritraggono mostrando una sensibilità unica.

 

12. Avrete modo di rispecchiarvi in una situazione che è simile ovunque, ossia l’indifferenza della SCUOLA nei confronti delle problematiche che si ritrovano ad affrontare gli studenti. Assistiamo dunque a una denuncia per quanto riguarda il sistema, che vede i giovani come oggetti piuttosto che esseri umani.

 

13. Ultimo ma non meno importante, credo che il motivo decisivo per cui dovreste guardare questa serie è l’AIUTO che può fornire, sia se avete mai dovuto sopportare situazioni simili nella vostra vita, sia a rendervi più comprensivi qualora vi fosse qualcuno attorno a voi che ne soffre, “Tredici” può rendervi più propensi e capaci a prestare aiuto.

 

Bisogna infatti puntualizzare che non si tratta di un programma fine a sé stesso, ma che ha l’intento di aiutare giovani in difficoltà, mettendoli in contatto con un servizio anonimo tramite una help line creata appositamente. Come ha dichiarato Selena Gomez (uno dei produttori): “Non c’è nulla di male nel dire che hai bisogno d’aiuto. E se hai davvero bisogno d’aiuto puoi andare su http://www.13reasonswhy.info/ per trovare un’organizzazione vicino a te. Puoi aiutare gli altri anche solo diffondendolo.”

Chiedete aiuto se vi sentite come Hannah e non potete parlare a casa o con qualcuno a scuola perché vi imbarazzate, chiamate il telefono verde. Parlate anonimamente, ma fatelo, perché appena inizierete, diventerà più facile.” [Katherine Langford/Hannah Baker]

C’è da dire anche che “13 Reasons Why” è stata considerata d’ispirazione in merito al suo scopo, al punto da spingere a creare una petizione su Change.org per rendere la sua visione d’obbligo in tutte le scuole. Questo perché i ragazzi dovrebbero imparare a capire che le parole sono importanti e hanno un certo peso, ed è importante anche che imparino a fare buon uso delle tecnologie a loro disposizione, a non utilizzarle a discapito degli altri perché “Una volta che una cosa finisce online, rimane lì, e una foto può dire un milione di cose. La gente può ricamarci sopra una storia, fare ciò che ritiene giusto, e questo ti condiziona, ti ferisce. All’improvviso ci si sente terribilmente soli.” [Selena Gomez]


Tutti sappiamo nasconderci dietro uno schermo o in mezzo a un gruppo, e prenderci gioco delle persone gratuitamente, a volte senza nemmeno pensare realmente le cose che diciamo, ci lasciamo trasportare, condizionare. E’ ora che impariamo ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni e prima di dire o scrivere qualcosa pensare a qu
ali conseguenze possiamo arrecare alla persona interessata, ed esimerci dal complicarle la vita con i nostri futili insulti.

Detto ciò, se magari sono riuscita a destare in voi un minimo di curiosità, qui vi lascio il TRAILER!

Giusy Bruno

 

 

 

 

 

 

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