Liceo Vivona di Roma

Docente responsabile Manuela Alfani

Come tuteliamo i minori

Fenomeni di bullismo e cyberbullismo raggiungono percentuali preoccupanti in tutta Italia, ecco come alcune delle più eminenti autorità reagiscono: esponendo testi di leggi, ipotizzando cause e possibili soluzioni.

  • Il 12 aprile nel Salone di Gustizia a Roma si sono riuniti esponenti politici, giornalisti ed autorità civili per discutere riguardo alle tutele a favore dei minori. Il convegno, organizzato da Jacopo Marzetti, garante per l’infanzia nel Lazio, ha incluso la partecipazione di Massimiliano Valeriani, consigliere regionale PD nonché primo firmatario della legge a tutela dei minori, Michele Petrucci, presidente del Corecom Lazio, la presidente Spadari dell’ordine dei giornalisti nel Lazio e il dott. Giuli della polizia postale.
  • Valeriani ha evidenziato la gravità che oggigiorno comporta il fenomeno, sempre crescente, del bullismo in Italia; ma in particolare nel Lazio. Con Roma, che presenta i dati più preoccupanti (il 43% dei ragazzi è o una vittima o un bullo), la regione ottiene il primato nazionale. Il consigliere ha dunque dichiarato la necessità impellente di emanare una norma che tutelasse i minori in tali frangenti. Questa legge, prima in tutta Italia, metterà a disposizione del sistema scolastico nuovi mezzi di contrasto e prevenzione alla violenza tra i ragazzi.
  • Michele Petrucci, presidente del Corecom Lazio, ha spiegato che il cyberbullismo produce effetti devastanti a causa della velocità di esecuzione e della vastità di mezzi. Il presidente ha annunciato l’avvio di un progetto di mappatura per la sorveglianza, con il fine di prevenire la diffusione del fenomeno.
  • L’intervento del dott. Giuli della polizia postale durante la conferenza ha chiarito quali aspetti si indagano quando capita un fatto di bullismo o cyberbullismo. “Il rapporto inevitabile che si va a creare con le vittime è di totale comprensione.” – dichiara il dott. Giuli – “Conosciamo quei ragazzi e sappiamo quali rischi corrono quando si lascia nelle loro mani un telefonino o un computer. Il web è un mondo a parte, in cui un adolescente instaura rapporti, che sono reali, pur creandosi su piattaforma social. Le persone con cui hanno a che fare sono reali e conoscono i gusti degli adolescenti. Non a caso i ragazzi sono spesso facili prede per gli adescatori.” Continua poi riferendo le cause che conducono ad atti estremi come appunto il bullismo e il cyberbullismo: “il sistema famiglia è in crisi. I genitori non sono in grado di rapportarsi ai propri figli e, alla fine, il telefono o qualsiasi altro mezzo tecnologico è un babysitter, con cui credono di proteggerli dai pericoli anziché esporli ad altri”.
  • Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva, Federico Bianchi di Castelbianco, è intervenuto promuovendo l’iniziativa lanciata dall’agenzia Dire e Diregiovani, che consiste in un giornale on line gestito da ragazzi. “Perché- sostiene il dott. Bianchi- un comportamento corretto deve passare dai giovani ai giovani”.
  • Alcune docenti hanno infine presentato i loro progetti per contrastare la violenza e l’aggressività pervasiva tra i ragazzi. Particolare attenzione ha destato l’iniziativa dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini con l’evento “Dai un calcio al bullismo e fai goal”, esponendo i lavori creati direttamente dagli studenti. Una professoressa, promotrice dell’evento, ha dichiarato che per contrastare il bullismo l’unico modo è aprire il cuore di quei ragazzi infelici, insegnando loro ad interagire e ad amare.

Chiara Freddi

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