La politica nel ventunesimo secolo: quando i voti si prendono sui social

 

In una recente intervista Hal Varian Chief economist di Google, docente emerito a Berkeley, ha dichiarato che “il tempo dei giornali è giunto ormai alla fine perché non interessano a nessuno e sono troppo facili da distribuire” e ha poi aggiunto che “Al momento, a leggere solo online sono la maggioranza delle persone di 25 anni. Ma tra dieci anni sarà la maggioranza di quelle fino a 35 anni, e così via”. 

Questo rende assolutamente necessario un rinnovamento nella comunicazione politica se quest’ultima non vuole rimanere esclusa dalla società futura perché di questo passo non sarà più essa ad avere il compito di includere e guidare, ma piuttosto sarà costretta ad inseguire un mondo a cui non riesce a parlare.

Vediamo ora come i due maggiori partiti hanno affrontato questa nuova sfida.

Non c’è dubbio che siano stati i 5 stelle i primi ad utilizzare la rete per la loro propaganda politica e questo di per se ha dato consenso al movimento perché è andata a trovare chi non s’informa attraverso i soliti media. Inoltre quella che agli occhi di un elettorato classico poteva apparire una debolezza, ovvero non avere una “storia” politica alle spalle, una tradizione fatta anche di uomini, che la inquadrasse nel già esistente, si è rivelata una forza agli occhi un elettorato giovane che considera facce dello stesso prisma la televisione, la carta stampata e la politica.

Il partito democratico in questa corsa è partito in ritardo vittima dei suoi stessi dirigenti piuttosto attempati ed impauriti dal nuovo mondo. Una guerra gattopardesca ha frenato per lungo tempo il progredire dei democratici e questo probabilmente ha portato alla sconfitta nel referendum.

La prima volta di Matteo Renzi a segretario del partito ha certamente portato una ventata di aria fresca e nuova necessaria alla sopravvivenza del partito stesso, ma il 30 Aprile con l’elezione del nuovo candidato avremo modo di capire in che direzione andrà il partito democratico, nel frattempo è da pochi giorni approdata sugli store iOS e Android l’app di Matteo Renzi con una classifica dei militanti più attivi in Italia.

Tra le iniziative che vanno in questa direzione il 19 Aprile ce ne sono state due una

quella del ministro dell’agricoltura Maurizio Martina e una della viceministra dello sviluppo economico Teresa Bellanova ambedue sull’importanza dell’innovazione.

Una volta Larry Page, attuale AD di Alphabet, disse che il problema di Google era che per avere una risposta gli dovevi fare una domanda, oramai tra poco non sarà più così”. E sarà meglio farsi trovare pronti.

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