Hannah Baker, una liceale suicida

Dal 31 marzo su Netflix è andata in onda la serie ’13 Reasons Why’ che è riuscita ad arrivare in pochi giorni in vetta alle classifiche, colpendo i giovani per il tema trattato: il suicidio.

Dal momento in cui è stata trasmessa, nessuno è riuscito a evitare di leggere sui social notizie e spoilers riguardanti la serie ‘Tredici (13 Reasons Why)’. I giovani sono letteralmente impazziti nel guardare questa serie che è riuscita a colpire nel segno.

Il suo successo è sicuramente dovuto all’ambientazione familiare in cui gli episodi si svolgono, una conosciuta high school americana. La popolano visi conosciuti dai teenagers, come cheerleaders, nerds e sportivi. Tra questi ragazzi è presente anche Hannah Baker, una giovane ragazza dal sorriso smagliante e dagli occhi blu. Dall’aspetto anonimo, la Baker colpisce tutti con il suo gesto folle: il suicidio. Apparentemente sembra non esserci una ragione che abbia spinto la ragazza a suicidarsi. Forse per il bullismo?

La scomparsa prematura della Baker sconvolge non solo i genitori ma anche gli amici, in particolare il compagno di scuola Clay. Lui però si ritrova ad essere il destinatario di alcune audiocassette realizzate da Hannah prima di morire. In esse, la Baker spiega i 13 motivi che l’hanno spinta al suicidio. Nel primo episodio, Hannah centra il cuore degli spettatori con la frase: “I hope you’re ready, because I’m about to tell you the story of my life. More specifically, why my life ended. And if you’re listening to the these tapes, you’re one of the reasons why” ( “Spero che tu sia pronto, perché sto per raccontarti la storia della mia vita. Più specificamente, perché la mia vita è finita. E se stai ascoltando queste audiocasette, tu sei una delle ragioni”).

La serie ‘Tredici’ è una delle più chiacchierate del momento perché ha portato sullo schermo un argomento scomodo, che si ha sempre paura di affrontare. Gli episodi invece costringono lo spettatore a confrontarsi faccia a faccia con questo tema, affrontato con schiettezza e senza moralismi. Lo spettatore è guidato dalla voce della vittima, Hannah Baker, a riflettere non solo sul suicidio ma anche sul bullismo, rappresentato senza tagli e coperture, nella sua realtà nuda e cruda. La serie porta lo spettatore a riflettere su quanto gesti, parole e silenzi possano influenzare la vita di una sedicenne qualunque. Alla domanda “Chi ha ucciso Hannah Baker?”, il telespettatore dovrebbe chiedersi: “Cosa avrebbe potuto fermare Hannah dall’uccidersi?”.

Giorgia Paola Delle Donne 4B cl. Plauto

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