Liceo Plauto di Roma

Docente responsabile Donatella Pisanelli

Roma, Basilica di San Pietro: ogni cosa ha un prezzo, anche la parola

A Roma, nella Basilica di San Pietro, i turisti in visita sono costretti a pagare per poter parlare all’interno dell’edificio. Se si dice che il silenzio è sacro, sembra che nella famosa Basilica di San Pietro la parola lo sia di più. Infatti, da qualche anno ormai, i turisti in visita alla Basilica, per poter parlare all’interno di essa, devono necessariamente acquistare, per 1,50 euro a testa, le audio-guide fornite dai concessionari indicati dagli enti religiosi, anche se si è già muniti dei dispositivi, sia propri che noleggiati per comodità all’ingresso dei Musei Vaticani. In sostanza, i turisti che pensano di poter visitare musei e Basilica con un unico dispositivo, si sbagliano: per parlare infatti si paga non una, ma ben due volte. Ciò vale anche per chi accede alla Basilica dalla piazza senza passare per i Musei Vaticani, poiché bisognerà comunque acquistare le radioline indicate dalla struttura. Conseguenza spiacevole è la chiusura di molte piccole aziende impegnate nel settore, che si vedono private di una grossa fetta di mercato. Questa procedura, oltre che discutibile, risulta essere spesso inefficiente, data la grande affluenza di turisti, il cui malcontento cresce. Sorgono spontanei alcuni interrogativi, non tanto riguardo l’uso delle radioline in sé- sono infatti obbligatorie ovunque per i gruppi di 6 persone o più- quanto sul divieto di dispositivi diversi da quelli affiliati alla Basilica. Eppure l’unica spiegazione reperibile si trova sugli scontrini rilasciati al momento dell’acquisto delle audioguide, dove é riportata, come motivazione, la parola “accoglienza”. Resta quindi il dubbio sulla legittimità della vicenda, che ha più l’aspetto di una scorretta operazione di marketing che quello di un tentativo di accoglienza. La speranza, quindi, è quella di ottenere un cambiamento o, quantomeno, una spiegazione.

Alice Mandelli, IV A Liceo Classico Plauto

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