Ai margini della nostra galassia: una foto al buco nero

Un buco nero può essere fotografato? La NASA annuncia il primo scatto a un buco nero con mezzi ultra-tecnologici capaci di catturare “l’invisibile”

di Luca Coppola

Da ormai molti anni i buchi neri affascinano gli scienziati per la loro natura “innaturale”. Dopo anni di ricerche, si è potuto scoprire che una stella di enorme massa – più di 6-7 volte quella del Sole – quando esplode come supernova dà luogo all’oggetto più strano e affascinante del cosmo: il buco nero.

Nella relatività generale si definisce buco nero una regione dello spazio-tempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla può sfuggire all’esterno, nemmeno la luce. La gravità di un buco nero, infatti,  è così grande da comprimere la materia che lo compone fino ad una densità praticamente infinita.

Il 18 gennaio 2017 scienziati provenienti da tutto il mondo si sono incontrati in Arizona per discutere dei preparativi a un progetto rivoluzionario, che soltanto pochi anni fa era ritenuto impossibile.

E parlando, appunto, di cose possibili e impossibili, come è possibile fotografare un oggetto che per definizione è impossibile da vedere? Sheperd Doeleman, vicedirettore dell’Osservatorio di Haystack, parlando ai microfoni, ha spiegato come tutto questo possa diventare possibile usufruendo di strumenti avanzati.

“I turbinii di polvere e gas attorno al buco nero, prima di essere per sempre risucchiati al suo interno, formano una sorta di ‘ingorgo cosmico’ causando un bagliore che si  irradia e che possiamo rilevare qui sulla Terra” ha dichiarato Doeleman.

In questo modo è possibile vederne soltanto il contorno, che prende il nome di ombra. Quindi ciò che riusciamo a vedere è solo l’ombra di ciò che c’è prima dell’orizzonte degli eventi, il confine che separa ciò che è visibile da ciò che è già stato catturato.

Ad una distanza di 26.000 anni luce però, è davvero difficile scrutare qualcosa di così piccolo, e a oggi la Terra non dispone di un telescopio abbastanza grande e così tecnologico.

A tal fine, la squadra di scienziati connetterà circa 50 telescopi sparsi in tutto il mondo. L’enorme gruppo – denominato “Event Horizon” – ne includerà diversi in Europa, America e uno addirittura al Polo Sud.

In sostanza, si sta realizzando un telescopio virtuale che ha uno specchio pari all’intero globo terrestre. Ogni apparecchio che verrà usato può essere pensato come una piccola porzione di un grande specchio. Se ci sono sufficienti telescopi, si può verosimilmente ricostruire un “occhio” di enormi dimensioni.

L’ Event Horizon non è tuttavia semplice da realizzare e necessita di un numero minimo di telescopi collegati tra loro. Più telescopi ci sono, più aumenta il contrasto dell’immagine che vediamo del buco nero.

I buchi neri sono uno dei fenomeni meno conosciuti sulla Terra, ma fortunatamente la  scienza non smette mai di porsi delle domande e magari, chissà, un giorno i buchi neri non saranno più oggetti così misteriosi

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