CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Questo è stato il tema dell’incontro che si è svolto il 24 marzo presso l’Aula Magna dell’Istituto “L. Di Savoia”, organizzato dal Lions Club di Chieti. Il relatore, il dott. Furio Ravera, noto psichiatra di Milano, ha affrontato il problema del femminicidio, partendo dal concetto di amore, inteso come forma di rispetto e dono verso l’altro. Ha saputo coinvolgere gli studenti con professionalità e passione e i ragazzi del Savoia hanno partecipato con entusiasmo ed interesse.

Antonella Fata II C Chimica

Riflessioni

Bisogna schierarsi nettamente contro la violenza sulle donne, contro la violenza in genere, non solo contro l’omicidio. Se ne parla molto ultimamente, anzi i casi, sono fortemente aumentati. Prima sentivamo un caso alla settimana, adesso anche più casi al giorno. Sono amareggiato, le persone hanno spesso una mentalità chiusa, reagiscono solo dopo aver visto le conseguenze. Donne che hanno commesso un’unica “colpa”, essere nate donne, sono maltrattate ed uccise come bestie, ma nessuno prende provvedimento, quindi, il governo è così evidentemente inefficiente. A volte capita di dare ragione all’assassino. Frequenti sono i commenti del tipo: “Se lo sarà meritato”, “Se si vestisse di più non sarebbe capitato”, appellativi volgari… come se si volesse dare la colpa solo alla donna, quando invece spesso ci troviamo davanti a persone con un amore possessivo, che pensano “o stai con me, o con nessuno”. Vi è un’assenza di un registro ufficiale dei femminicidi in Italia. Ci vantiamo del nostro grado di civilizzazione, quando invece assistiamo ad episodi, che risalgono all’epoca delle caverne, oppure ai tempi “occhio per occhio, dente per dente”. Le donne e i bambini non si dovrebbero toccare neanche con un fiore, e chiunque dovesse toccarli, provocando loro dolore dovrebbe essere rinchiuso e non lasciarlo libero dopo un poco di tempo. Può succedere di dare cosi la possibilità di ripetere lo stesso reato, come già è avvenuto.

Anthony D’Angelo I C Chimica

FEMMINICIDIO: FENOMENO IN AUMENTO

Si parla di femminicidio quando viene commesso un omicidio la cui vittima è una donna. Questo fenomeno, purtroppo, si fa sentire sempre di più, fino ad arrivare a oltre 100 casi dall’inizio dell’anno. Camera e Senato hanno avviato un percorso legislativo per prevenire, eliminare o ridurre il fenomeno del   femminicidio, ma questo è stato oggetto di molte polemiche.

LA PAROLA: Il termine “Femminicidio” è stato inventato dall’antropologa messicana, Marcela Lagarde, individuando le cause delle violenze sulle donne messicane. Per femminicidio si intende anche la violenza a livello psicologico. Di solito le donne vengono uccise dai fidanzati, mariti, compagni, ex e raramente dai padri dopo il rifiuto di un matrimonio imposto.

I NUMERI: I casi di femminicidio sono i più frequenti dei casi di omicidi generici delle donne. Questo fenomeno avviene in maniera omogenea su tutta Italia, maggiormente nell’area milanese e napoletana. Gli omicidi si dividono anche in base al mezzo usato per uccidere. Solitamente si usa un’arma da taglio oppure a mani nude. L’unico ente che conta il numero di femminicidi è quello delle volontarie della Casa delle donne di Bologna. Queste volontarie sostengono che quando si parla di femminicidio bisogna dare maggiore attenzione, perché spesso si finisce per banalizzare questo argomento. Dalle statistiche si può vedere che dal 2012 gli omicidi sulle donne sono avvenuti soprattutto nel Nord.

IL FENOMENO: Dal 2011 gli omicidi sono aumentati sempre di più. Tra i femminicidi calcolati, una buona parte avviene in famiglia. Più della metà degli assassini sono mariti, compagni, ex mariti. Nella maggior parte dei casi il carnefice vive con la donna che uccide. Quasi la metà degli omicidi commessi dagli ex avviene circa 3 mesi dopo la separazione. Oltre ai casi di omicidio della moglie o compagna, ci sono anche casi in cui il figlio uccide la madre, la sorella, la nonna.

IL TARGET: Le vittime del femminicidio sono soprattutto le donne tra i 25-34 anni, poi tra i 35-44 anni, a seguito le donne tra i 54-65 anni.

LA GEOGRAFIA : Dal 2000 al 2017 ci sono stati 2061 femminicidi, metà dei quali sono avvenuti nel Nord Italia, soprattutto il Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Lazio

LA CONVENZIONE: Il 7 aprile 2011 è stato approvata la convenzione di Istanbul per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne. E’ composta da punti, che riguardano la protezione dei bambini, testimoni delle violenze domestiche, dell’aborto, dei matrimoni.

Sofia Ricci I C Chimica

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