IC “Montini” di Campobasso

Docente responsabile Patrizia Baioli

ENRICO TOTI…UN DISABILE IN TRINCEA

 

 

Chi l’avrebbe mai detto! Un disabile in trincea…un eroe del ’900, un inventore, un ciclista…

Un patriota capace di superare qualsiasi ostacolo e di affrontare qualunque sacrificio per la propria nazione.

Un mutilato morto sul Carso monfalconese il 6 agosto 1916 durante un attacco agli austroungarici per la presa di Gorizia.

“Num moro io, io num moro” con queste ultime parole si spegneva l’esistenza di un uomo indomito e irrequieto, la vita di Enrico Toti, icona, ancora oggi, di coraggio e amor di patria.

Romano di nascita, umile di origini, ha sempre mostrato un animo indocile fin dalla fanciullezza.

Privato della gamba sinistra in seguito a un incidente ferroviario avvenuto sul posto di lavoro, ha accolto la sua menomazione fisica non come un limite o con mera passività.

Nel 1911, infatti, dopo anni di duro allenamento, a “cavallo” della sua bicicletta, privata ovviamente del pedale sinistro, ha compiuto il giro d’Europa, percorrendo migliaia di chilometri , spingendosi  fin verso la Lapponia , la Russia e il Sudan.

Allo scoppio della prima Guerra mondiale, (1914-1918) animato da tanto coraggio e desideroso di  “sfidare” la sua disabilità, presentò tre domande per entrare nel corpo dei bersaglieri. Dopo tanta insistenza vi entrò come civile volontario e fu utilizzato prima come portalettere, port’ordine e piantone, successivamente come soldato.

Nelle trincee assaporò il freddo e vide da vicino la morte, ma nulla spaventò questo eroe  che prima di morire baciò il piumetto dell’elmetto e lanciò la gruccia verso il nemico.

Così, in questo modo, moriva un eroe,… un eroe “della vita” che non si è mai arreso alla sua disabilità.

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