Psicopatologia quotidiana del pendolare regolare

Nulla da fare! La vita degli studenti pendolari risulta essere difficile paragonata a quella di coloro che hanno la fortuna di non esserlo, per il fatto che il pendolare affronta non poche peripezie, dal momento in cui la propria giornata inizia, con il suono della fatidica sveglia. Si è, difatti, obbligati a saltare giù dal letto circa due ore prima l’inizio delle lezioni, previsto per le otto e un quarto ed è, indubbiamente risveglio non facile, anch’esso, così come ciò che avviene nelle ore che seguono.

Una colazione veloce, una doccia al volo, e rapidi, ci si veste. La principale difficoltà di ogni studente pendolare, sta anche, e soprattutto, nel fatto di essere distanti dalla propria scuola. Ci si reca, infatti, alla fermata dell’autobus, che potrebbe essere nel migliore dei casi, a qualche minuto dalla propria abitazione, e nel peggiore, anche a qualche chilometro. Il viaggio in pullman è sicuramente la prima opportunità di riposo e recupero delle energie perdute per il traumatico risveglio. Tuttavia, può essere molto complicato per uno studente organizzare la propria giornata a scuola: le difficoltà possono essere, infatti, dettate da alcuni inconvenienti che lo mettono inevitabilmente a dura prova, compromettendo la propria attività scolastica.

Ritardi, causati dai mezzi di trasporto, potrebbero impedire allo studente di giungere a scuola in perfetto orario. Non nascondiamo che frequentemente , con    l’attenuante  di essere pendolarici si trattiene al bar vicino il proprio liceo , più del dovuto.

Giunti in classe, inizia la vera e propria giornata, che per qualche ora, si svolge nello stesso modo per tutti gli studenti.Il delirio riprende al termine delle lezioni. Già, si parla di delirio vero e proprio!   Gli orari differenti della conclusione delle lezioni, porta lo studente fuorisede a restare del tempo per strada, prima della partenza del pullman oppure a rincorrerlo nel caso sia uscito qualche minuto prima della partenza. Alla fine delle lezioni Si giunge, dunque, presso la fermata, la stessa del mattino, e ci si dirige, finalmente, presso le proprie abitazioni. Per chi è residente, invece, tutto scorre in modo più tranquillo.

Il risveglio al mattino è meno traumatico perché si ha la possibilità di poter dormire di più rispetto ad un pendolare che a quell’ora del mattino si ritrova sul pullman sognando il letto.  Pertanto, Dopo essersi preparato, soprattutto se si abita nelle vicinanze del liceo, è privilegiato per poter lasciare la propria abitazione pochi minuti prima l’orario di entrata: eppure c’è da dire che in realtà la maggior parte dei ritardi sono effettuati proprio dagli studenti residenti- Nonostante queste sostanziali differenze, molti sono gli aspetti che accomunano la giornata scolastica di uno studente pendolare ed uno residente, stesso atteggiamento e stato d’animo rispetto alle diverse ore di lezione; stesso entusiasmo per le ore trascorse con i propri compagni; stessa trepidante attesa per la tanto desiderata ricreazione, dieci minuti d’aria, durante i quali gli studenti sono liberi di passeggiare sul piano, di mangiare  e di recuperare le energie per poi affrontare le successive ore di studio.

E. Napoletano, A. Calabrese, A. Di Palma, I. Rossi, M. Paoliello

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