C’era una volta la realtà…

Vera, virtuale, aumentata… il senso del reale si sta via via perdendo. Ma siamo davvero pronti per questa nuova vita sensoriale o no? E quali sono i rischi connessi?

di Francesco Mastrodascio e Sara Nardoni

La realtà virtuale è pronta o siamo solo all’inizio?

La virtual reality è  una nuova tecnologia che dobbiamo ancora studiare appieno, perché al di là dell’aspetto ludico nasconde molti problemi

di Francesco Mastrodascio

 

La realtà virtuale è una delle tecnologie che dovrebbe rivoluzionare il nostro futuro, ma nasconde dei lati oscuri. Nonostante le tantissime migliorie che potrebbe portare nella vita delle persone e nella comunicazione umana, la realtà virtuale comporta dei pericoli per la salute che non devono essere trascurati.

Il fatto di immergersi in un “mondo parallelo” può portare a un estraniamento dall’ambiente circostante creando delle situazioni pericolose per il proprio benessere fisico.  L’estrema vicinanza delle lenti agli occhi è uno dei pericoli maggiori dei visori virtuali: usare troppo a lungo il visore può stancare la vista e portare anche a problemi più gravi. Ma non solo, alcuni studiosi hanno notato che un uso intensivo dei visori VR può comportare nausea e giramenti di testa.

Questi sono solamente alcuni dei pericoli che la realtà virtuale può portare alla salute delle persone: quando si va nel “mondo parallelo” è necessario prendere le giuste precauzioni per la nostra sicurezza e quella delle altre persone.

I primi visori VR creavano dei problemi non indifferenti alla salute delle persone: nausea, spossatezza, disorientamento. Con il lancio degli ultimi modelli (Oculus Rift, HTC Vive, PlayStation VR) le aziende hanno in parte migliorato il sistema hardware dei dispositivi virtuali, ma ciò non è servito a eliminare tutti i problemi.

Succede spesso, soprattutto con i videogame sviluppati appositamente per la realtà virtuale, che i continui movimenti e i repentini cambi di ambientazione possono creare un senso di nausea che accompagna l’utente per un paio di ore.

I manuali d’istruzione dei visori VR consigliano di fare un utilizzo breve dei dispositivi, ma il problema non è legato al device, ma all’ambientazione dei giochi che porta l’utente a muoversi e a interagire con il mondo virtuale circostante. I visori VR hanno degli effetti neurologici sul cervello perché simulano i movimenti umani: ciò che gli utenti accusano è una malattia legata alla realtà virtuale, che dovrà ancora essere studiata in profondità. Fino a quando la medicina non troverà dei rimedi efficaci contro la stanchezza da realtà virtuale è necessario seguire delle precise regole e non abusare del visore VR.

Uno dei pericoli più importanti legati alla realtà virtuale è non avere la percezione di ciò che sta succedendo intorno a sé. I visori virtuali obbligano le persone a muovere i propri arti, gambe, braccia e alcune volte anche a scuotere la testa. HTC Vive ha dei sensori che aiutano l’utente a non andare a sbattere contro il muro, ma non sempre funzionano e possono provocare delle botte fastidiose e dolorose.

Soprattutto con i giochi gli appassionati sono obbligati a interagire muovendo parti del proprio corpo o utilizzando dei controller. Nel caso in cui si dovranno usare parti del proprio corpo è necessario assicurarsi in precedenza che non ci siano animali o bambini piccoli nelle vicinanze che non riuscirebbero a capire i pericoli che si possono creare intorno a loro.

La scelta migliore sarebbe di utilizzare il visore VR in una stanza dell’abitazione o dell’ufficio dove nessuno può entrare. sicuramente uno dei pericoli più  preoccupanti legati alla realtà virtuale riguarda l’estraniamento dalla vita reale. Entrare in un mondo parallelo dove tutto va a meraviglia e non ci sono problemi di sorta può portare le persone a uscire dalla realtà e a vivere un’altra vita, legata al proprio personaggio virtuale. La realtà  virtuale è  una nuova tecnologia che dobbiamo ancora studiare appieno affinché si possano risolvere questi problemi

 

Realtà virtuale, tra nuovi rischi e nuove illusioni

L’uso continuo delle nuove tecnologie ha portato molte persone a vivere una realtà illusoria, disimparando a leggere e a pensare

di Sara Nardoni

 

Le nuove tecnologie del millennio mettono a disposizione sempre più strumenti e servizi per chiunque avesse bisogno di conoscere, scambiare idee, divertirsi, giocare, avere l’esigenza di ridurre le distanze e stabilire contatti con culture e mondi diversi, e sempre più velocemente abbiamo diversi modi per comunicare: parlando, scrivendo, lavorando, utilizzando i cellulari, modem, fax, computer…

Quasi non ci rendiamo più conto di quanto siamo immersi in un continuo flusso di interazioni, e così nascono nuove paure e problemi: c’è di mezzo il nostro futuro… Dove andremo a finire?

L’umanità sta cambiando, le tecnologie rischiano di toglierci spazi di vita veramente umani, le immagini sempre più belle, veloci, catturano molto più facilmente un individuo.
L’uso sempre più continuo di queste nuove tecnologie ha portato molte persone a far parte di una nuova realtà virtuale illusoria e sempre più semplice, basta un click per arrivare ovunque si voglia… Anche molti studiosi stanno lanciando l’allarme che stiamo disimparando a pensare e leggere diventa sempre più una fatica.

C’è anche una forte paura che il seguito di tutto questo porti a un autoannullamento delle persone, il possibile rischio di essere uniformati: è molto più facile seguire il gregge piuttosto che usare la propria intelligenza…

Ma è proprio questo quello che noi non vogliamo: perdere il senso della misura, lasciarsi rimbambire dal fascino delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi multimediali, costruirsi un mondo finto dietro ad uno schermo… Perché la vita è al di fuori del computer e del telefonino, e sta a noi continuare a portare avanti la lotta e il valore della cultura

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