Direzione Didattica E. De Amicis di Palermo

Docente responsabile Gioacchino Chianetta

VIAGGIO NEL TEMPO

Indietro  nel tempo alle origini della nostra Sicilia

Il 21 aprile  ci siamo recati al museo di paleontologia e geologia Gemmellaro di Palermo. Con la guida di un simpatico paleontologo, il signor Giovanni, abbiamo costruito dei fossili mescolando acqua con polvere di gesso; poi velocemente, prima che il composto ottenuto si indurisse, lo abbiamo versato dentro una formina. Bellissimi i fossili che abbiamo realizzato e portato a casa in ricordo di questa bella esperienza: ammoniti, stelle marine, ittiosauri, impronte di dinosauro, denti di tirannosauro rex, tartarughe ecc. In attesa che il nostro fossile fosse asciutto, è iniziato il nostro viaggio nel tempo. Siamo entrati in una stanza buia che simulava un vulcano. Tutt’intorno osservavamo le pietre infuocate lanciate in aria attraverso il cratere e la lava spinta fuori dal magma colare giù per i fianchi del vulcano. Dopo l’emozione vissuta dentro la pancia della grande montagna, accompagnati dal rumore dell’eruzione, siamo andati in giro per il museo osservando alcuni dei fossili attraverso cui i paleontologi hanno ricostruito la storia geologica della Sicilia. Abbiamo scoperto che oltre 250 milioni di anni fa la nostra isola era sommersa dal mare. Per questo motivo non fu abitata da dinosauri che sono animali terrestri, ma da animali marini come ammoniti di cui sono stati ritrovati numerosi fossili. Che curioso animale era l’ammonite! Abbiamo osservato a grandezza naturale un modello sezionato. All’interno del guscio vi erano tante cellette che l’animale riempiva quando stava in fondo al mare e svuotava per risalire in superficie. Questi animali nel corso di milioni di anni si sono evoluti, hanno perso il guscio trasformandosi in polpi, calamari, seppie e  in altre specie simili. Dopo la scomparsa delle ammoniti, nel nostro mare visse il megalodonte, lo squalo più grande mai vissuto sulla terra, la cui lunghezza poteva raggiungere 18-20 metri. Abbiamo osservato una ricostruzione a grandezza naturale della sua grande bocca con i suoi 62 denti che si apriva e chiudeva mangiando i pesci più piccoli. Dei grandi squali sono stati ritrovati solo i fossili dei denti, l’unica  parte dura del loro corpo. Infatti il resto è formato da cartilagine una specie di “osso morbido” come il nostro naso e le nostre orecchie che non si fossilizzano ma si decompongono non lasciando tracce. Quando la Sicilia è emersa l’evaporazione dell’acqua salata ha formato sulle rocce dei cristalli; alcune di queste rocce sono conservate nella “Sala dei cristalli”. Tra i campioni di roccia c’è anche un cristallo di gesso che contiene una goccia dell’antico Mar Mediterraneo. In Sicilia, finalmente sulla terraferma, arrivarono alcuni mammiferi tra cui gli elefanti. Questi animali non trovarono cibo sufficiente alle loro dimensioni, così nel corso del tempo sono diventati sempre più piccoli, creando una specie tipica siciliana chiamata dai paleontologi “elefante nano”. L’uomo arrivò quando si era già evoluto in “homo sapiens sapiens” e lo abbiamo osservato nella “Sala dell’uomo”. La presenza umana in Sicilia è testimoniata da uno scheletro di donna del Paleolitico ritrovata insieme ad altri sette scheletri nel 1937 ad Acquedolci in provincia di Messina nella grotta di san Teodoro per questo chiamata “Thea”. Grazie a nuove tecniche abbiamo potuto osservare il suo volto ricostruito dagli scienziati. Così è terminato il viaggio che ci ha portato indietro nel tempo  alle origini della nostra Sicilia. Preso il nostro fossile ormai asciutto siamo tornati in classe e abbiamo disegnato i momenti più belli di questa emozionate esperienza di studio.

Classe III D

Sede Nazario Sauro

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