LUCI ED OMBRE SULL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. La nostra esperiena

L’alternanza scuola-lavoro (A.S.L.) è una metodologia didattica che permette agli studenti frequentanti gli Istituti di Istruzione Superiore, di svolgere una parte del proprio iter formativo presso un’impresa/azienda o un ente. La fusione tra il mondo scolastico e quello lavorativo è regolamentata da una precisa normativa del Ministero dell’Istruzione, Legge 107, che stabilisce l’obbligo di dedicare quattrocento ore (duecento nei licei), distribuite nell’arco di tre anni, a tale attività.

L’alternanza scuola-lavoro crea sinergie sul territorio per individuare quali siano le richieste lavorative, e coinvolge – tramite convenzioni e accordi – imprese, associazioni di categoria, Camere di Commercio ed enti pubblici e privati.  L’ASL si svolge nel corso del triennio scolastico, prevede la presenza di due figure ben definite che formano, guidano e aiutano lo studente ad inserirsi nella realtà lavorativa: si tratta di un tutor interno, che monitora le attività e affronta le eventuali criticità che potrebbero emergere, e di un tutor esterno, che organizza e pianifica le attività in base al progetto formativo. I principali obiettivi del progetto di alternanza scuola-lavoro sono quelli di rafforzare le motivazioni allo studio anche per coloro che sono meno predisposti ad un apprendimento di tipo teorico e di far assumere agli allievi, con serietà, i propri compiti e le relative responsabilità.

Il beneficio indiscusso dell’alternanza scuola-lavoro è l’aiuto a ciascuno studente a fare chiarezza sulle proprie attitudini, attraverso esperienze concrete. Infatti, tramite una serie di mansioni propedeutiche allo svolgimento di determinate attività, sia dal punto di vista dei contenuti sia delle metodologie proprie del mondo del lavoro (problem solving, lavori per progetti e di gruppo), ho individuato la mia passione: mi piacerebbe occuparmi di  organizzazione e gestione dell’impresa . Un ulteriore vantaggio dell’A.S.L. è quello di avviare gli alunni verso un apprendimento più pratico rispetto a ciò che si studia ed impara sui banchi di scuola: gli allievi, infatti, potranno constatare l’efficienza e l’efficacia delle nozioni apprese tramite lo studio, L’elemento di maggiore rilevanza è lo sviluppo delle capacità del problem solving: l’insieme delle strategie da mettere in atto per raggiungere la soluzione migliore.

D’altro canto, però, l’obiettivo di far assaporare il “gusto” del lavoro agli studenti non è stato raggiunto completamente in numerose  scuole: un’indagine svolta da Skuola.net stima che il 55% degli alunni intervistati ha svolto le attività di alternanza interamente in classe. In tal caso si parla di I.F.S. (Impresa Formativa Simulata), termine con il quale si fa riferimento ad una delle modalità di realizzazione dell’A.S.L., attuata mediante la realizzazione di un’azienda virtuale, facendo riferimento all’azienda madrina, scelta dal tutor interno. Inoltre numerosi sono i casi in cui le attività non sono coerenti con l’indirizzo di studio: due esempi ne sono la nostra azienda madrina, che si occupa di progettare e realizzare macchine di assemblaggio (poco confacente con l’indirizzo informatico) e l’esperienza fatta in crociera, attraverso cui abbiamo ottenuto un monte di trentadue ore: gli operatori a bordo della nave hanno trovato difficoltà nell’illustrarci il loro lavoro in relazione con l’informatica, in quanto quella proposta era un’attività adatta prettamente ad indirizzi linguistici, meccanici e ad istituti alberghieri.

Ma le attività svolte in classe in modalità I.F.S. sono state un’occasione per imparare e riflettere su problematiche che non avremmo mai avuto occasione di affrontare. Così ad esempio, nell’ora di lezione di Religione abbiamo avuto modo di riflettere sul rapporto pluriculturalità e lavoro. La nostra società, infatti, diventa sempre più multietnica, e dunque nel mercato del lavoro potrebbero verificarsi conflitti (che a volte sfociano in veri e propri contrasti) tra persone di diverso credo religioso, colore della pelle ed etnia. L’A.S.L. dovrebbe puntare all’eliminazione del fenomeno della pluriculturalità come semplice sommatoria di culture e sistemi valoriali diversi su uno stesso territorio, senza che vi sia alcun tipo di interazione, compresenza collaborativa e progettuale, affinché la futura azienda possa raggiungere il suo obiettivo: produrre beni.

L’alternanza scuola-lavoro, se svolta in maniera adeguata con aziende pronte ad accogliere gli alunni, sarebbe un’esperienza piena di nuovi stimoli e molti benefici. Noi studenti abbiamo il compito di informarci, capire e cogliere le opportunità e le opzioni che il mondo lavorativo ci offre e, soprattutto, guardare al futuro e non al presente, data la velocità con cui si evolve la società odierna. Alla scuola invece spetta quello di aiutare i giovani a conoscersi meglio, a scoprire le proprie attitudini, preparandoli ad affrontare il mondo del lavoro, che richiede profili professionali sempre più specifici ma allo stesso tempo versatili pronti ad affrontare i molteplici cambiamenti  imposti dalla costante e veloce evoluzione tecnico-scientifica.

Per la Redazione Luca Sablone, III Informatica B, IIS “Savoia”- Chieti

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