IIS Savoia di Chieti 

Docente responsabile Fazii Patrizia

L’applet degli studenti e di un professore del “Savoia”

Nata da un’idea del professor Luciano Di Iorio, insegnante di Biologia e Scienze della Terra presso l’Istituto Superiore Luigi di Savoia di Chieti, l’applet “Punnet”, interamente creata dagli studenti della seconda informatica A, permette di determinare la probabilità con cui si manifestano i vari fenotipi derivanti dall’incrocio di diversi genotipi. Il progetto è partito due anni fa presso l’Istituto di Educazione Secondaria di Llagostera, nell’ambito del Master en Educación Secundaria organizzato dall’Universidad Internacional de La Rioja ed è stato poi ulteriormente perfezionato per questo primo debutto in Italia. L’utilizzo dell’applet è molto semplice e alla portata di tutti e fornisce un valido supporto per tutti gli studenti che si accingono allo studio della genetica. Ad esempio, se si vuole predeterminare con quale percentuale nasceranno figli daltonici, emofilici o semplicemente con i capelli biondi, basta inserire i dati di partenza nell’applicazione e leggere, in pochi secondi, il risultato finale.

L’uso degli applet rappresenta una delle ultime frontiere nel processo di insegnamento-apprendimento e favorisce una particolare aderenza alle caratteristiche di acquisizione dei contenuti tipiche degli adolescenti: dinamicità, rapidità, immediatezza, iconicità.   Anche se l’utilizzo di tale risorsa risulta ancora in fase embrionale, numerose esperienze al riguardo mostrano risultati molto incoraggianti: un forte incremento nel grado di motivazione, uno stimolo maggiore verso l’approfondimento dei temi trattati in classe, un miglioramento nei procedimenti logico-matematici e nelle competenze digitali, così come nell’utilizzo delle fasi del pensiero e nelle strategie di apprendimento corrispondenti.

La creazione dell’applet da parte degli alunni si è incentrata su un lavoro di stampo cooperativo-partecipativo ben strutturato: la classe è stata infatti divisa in più gruppi, ognuno con una competenza specifica. Alcuni si sono incaricati di reperire informazioni, altri hanno curato l’aspetto grafico, altri ancora hanno coordinato le varie fasi di svolgimento e l’interazione tra i vari gruppi. Il prodotto finale ha soddisfatto ogni più rosea aspettativa. L’applicazione, infatti, basata sul programma “App inventor” ha permesso agli studenti di trasformare le conoscenze acquisite in classe in competenze di carattere interdisciplinare e soprattutto in attitudini, in quanto l’interno lavoro si è basato su un processo di interazione e cooperazione tra persone.

L’intero iter procedurale relativo all’esperienza in Spagna e in Italia, nonché le implicazioni nel contesto educativo sono state enucleate nel libro “L’uso degli applet nel processo di insegnamento-apprendimento”, scritto sempre dal prof. Di Iorio ed edito dal Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. Nel testo, oltre ad una approfondita analisi sulle variabilità d’uso di questa risorsa didattica, vengono affrontate le ripercussioni in ambito apprenditivo, il grado di motivazione e coinvolgimento nell’esperienza educativa e i processi cognitivi messi in atto dagli studenti.

Una linea di ricerca futura già allo studio del professor Di Iorio consisterà nella creazione di un gruppo di lavoro in rete altamente specializzato, che abbracci alunni e docenti di centri scolastici italiani ed esteri e avente come obiettivo la creazione di applet più complessi e funzionali dal punto di vista didattico, relativi ad ulteriori aspetti della biologia ma anche di altre discipline. Va da se’ che, in questo senso, si aggiungerebbe un ulteriore tassello al processo di apprendimento orientato all’educazione in valori, in quanto il confronto con studenti di altre nazioni costituirebbe un indubbio vantaggio sotto l’aspetto interculturale per l’intera popolazione scolastica.

Per la Redazione, Prof. Di Iorio Luciano

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