Ara Pacis, l’arte nell’era digitale

Oggi, come una volta, possiamo ammirare a Roma la bellezza dell’Ara Pacis, e tutto questo grazie alle nuove tecnologie digitali

di Silvia Catani

Oggi, come una volta, possiamo ammirare a Roma la bellezza dell’Ara Pacis, luogo di culto dedicato dall’imperatore Augusto alla Pace. Il Museo sorge a ridosso del lungotevere, nel luogo in cui si trovava la dogana del Porto di Ripetta.

LAra Pacis Augustae è un altare originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie. Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell’arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana

L’aspetto dell’Ara Pacis è stato ricostruito grazie alla testimonianza delle fonti, agli studi durante gli scavi e alle raffigurazioni su alcune monete romane.  Il 22 novembre 2009 il lato principale e quello secondario dell’Ara sono stati illuminati a colori con una tecnologia virtuale applicata per la prima volta nella storia dell’archeologia su un monumento di età romana.

Dal 14 ottobre 2016 è stata avviata, invece, l’iniziativa per poter visitare il museo con le nuove tecnologie, infatti, i personaggi, gesti, divinità e animali dell’epoca si animano in 3D per illustrare, insieme al colore, le origini di Roma e della famiglia di Augusto.

Grazie ad un apposito visore (Samsung Gear VR), nell’aspetto simile ad una mascherina da sub, lo spettatore può osservare direttamente nel suo campo visivo elementi virtuali che si sovrappongono a quelli reali. Il visitatore deve inquadrare un pannello posto di fianco all’opera e osservando il  reperto che si trova davanti, vede l’oggetto reale arricchirsi di particolari. Questo progetto punta a ricostruire l’aspetto originario dell’altare ai tempi dell’antica Roma, con i suoi colori e i bassorilievi oggi mancanti.

Soffermandosi su ogni lato dell’Ara, il visitatore ascolta la descrizione delle raffigurazioni scolpite nel marmo e ogni dettaglio o personaggio assume il colore che aveva nell’antichità, così lo spettatore ha di fronte a sé l’immagine completa che potevano vedere gli antichi.

Le immagini 3D insieme con l’audio guida esercitano un’attrattiva maggiore rispetto alle spiegazioni date da un pannello e potranno avvicinare ai musei un maggior numero di giovani o adulti, dipendenti da nuove tecnologie e smartphone

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