Omicidio a Palermo: muore il capo della mafia Giuseppe Dainotti

 

Giuseppe Dainotti, boss della mafia, è morto in data 22 maggio in Via d’ Ossuna, nel quartiere di Zisa, a Palermo. Mentre era in bicicletta è stato sparato da 2 persone, che lo avrebbero affiancato con una moto ammazzandolo con due colpi di pistola in testa.

A dare l’allarme sono stati i residenti della zona del quartiere palermitano, che dopo aver sentito dei colpi di pistola avrebbero chiamato la polizia. L’ uccisione è avvenuta a pochi metri dall’ istituto Sant’ Anna, scuola primaria e secondaria di primo grado.

A parlare è stata una cittadina tunisina, residente a pochi metri dal luogo dell’uccisione, in Via d’ Ossuna: “Erano da poco usciti i miei due figli, verso le 7:50, quando ho sentito due colpi di arma da fuoco”. “Pensavo fossero fuochi d’artificio, frequenti in questo quartiere a qualunque ora; ma quando mi sono affacciata vidi un uomo in terra che perdeva sangue”. “Poco dopo- continua la testimone-, “è arrivato un ragazzo che gridava ‘zio Peppino, zio Peppino’; subito dopo sono arrivate le auto della polizia e dei carabinieri.

Dainotti, venne condannato all’ergastolo per un omicidio commesso nel 1983 ma fu stato scarcerato tre anni fa in virtù dei benefici di una norma per cui l’imputato poteva scegliere il rito abbreviato e quindi scontare solo 30 anni. Dainotti era a capo del mandamento di Porta Nuova: andò la prima volta sotto processo per una rapina miliardaria al Monte dei Pegni nel 1991 e, in seguito, fu condannato all’ergastolo per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile.

Infine, il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi si esprime in merito all’accaduto:” Quando è necessario la mafia torna a sparare in modo evidente e simbolico”. “Uccidere Giuseppe Dainotti in pieno giorno, nel centro di Palermo, il 22 maggio, può avere diversi significati”.

Manuel Carlucci
Istituto Colombo di Roma
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